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SFOOTING/ Trattamenti abbronzanti, Risiko, dacie e Caviale5: all’estero crescono i "Berlusc-orfani"

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Vladimir Putin e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)  Vladimir Putin e Silvio Berlusconi (Foto Ansa)

Vladimir Putin. Complice anche il recente risultato elettorale negativo, è caduto in forte stato di depressione (ci mancava pure lui!). Dopo l’uscita di scena di Berlusconi ha venduto la sua dacia a San Pietroburgo e si è comprato una Dacia, l’auto low cost della Logan, a bordo della quale si concede un paio di volte l’anno una trasferta ad Arcore. Per il tempo restante, gira lungo le vie di Mosca bevendo un micidiale cocktail a base di vodka, vermouth, succo di foca e benzina (verde, però!). Ha smesso di praticare judo e braccio di ferro, e ora si dedica solo all’uncinetto. Si è addirittura abbonato alla rivista “Mani di Fata” (naturalmente nell’edizione russa, vi risparmiamo la traduzione in cirillico…), perché “propone ogni mese nuove idee creative di ricamo e maglia, aiutando le numerose lettrici - e il nostro insolito lettore - nella realizzazione dei lavori pubblicati con spiegazioni, consigli e consulenze telefoniche”. Ma Putin apprezza soprattutto i consigli per la bellezza, il benessere, la moda, lo shopping e le ricette di cucina che il vecchio amico Silvio, ora che ha più tempo libero, gli spedisce con le Letterine di “Striscia la notizia”.

Il re dello Swaziland. In tanti all’estero si domandano ancora: ma cosa farà Silvio da grande? Si ritirerà alle isole Bermuda? Tornerà a tempo pieno presidentissimo del Milan? Cercherà fredde vendette per un clamoroso ritorno sulla scena politica? Niente di tutto ciò. Sappiamo per certo che sta vagliando alcune proposte da lui stesso ritenute “molto interessanti”, sia per onori (leggasi pecunia) che oneri (leggasi prestigio internazionale). Il più lesto a contattarlo è stato il re dello Swaziland, capo dell’omonimo Stato, che governa uno dei pochi Paesi rimasti in cui vige la monarchia assoluta e non ci sono partiti politici (e già queste due caratteristiche a Silvio non dispiacciono). Ma non è qui il punto. Mswati III, che apprezza il nostro Paese per aver visitato più volte Villa Certosa, Palazzo Grazioli e Salsomaggiore in occasione del concorso di Miss Italia, ha chiesto la consulenza dell’amico italiano perché sta cercando moglie. Non la prima, bensì la quindicesima. Il fatto è che in occasione dell’apposita festa annuale, il sovrano è solito scegliere almeno una moglie da aggiungere al suo harem. Mswati sta da anni cercando un promoter, con capacità manageriali, esperto nel settore, in grado di organizzare e rendere evento internazionale la chilometrica fila di vergini che per settimane stazionano nei pressi del palazzo reale, quasi fosse un casting. Nello Swaziland non è solo il re a pensare che Berlusconi abbia le carte in regola per assolvere a questo delicato compito; si dice addirittura che la Regina Madre, che silenziosamente vigila sul regno (e su suo figlio), abbia affermato a una fonte affidabile: ”Per fare questo lavoro di selezione è meglio, anzi, Emilio, avere Fede: e Silvio ce l’ha. E’ l’uomo giusto al posto giusto!”.



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