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STRAGE DI FIRENZE/ A Pomeriggio Cinque il drammatico racconto. Kate Fretti e il dolore per Simocelli, il caso di Melania Rea

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La strage nel capoluogo fiorentino  La strage nel capoluogo fiorentino

Strage di Firenze, il drammatico racconto a Pomeriggio Cinque. La folle strege di Firenze ha aperto la puntata odierna di Pomeriggio 5, che nella prima parte ha affrontato tragici fatti di cronaca nera. Tra questi, il delitto di Melania Rea e il dolore ancora vivo in Kate Fretti per la morte tragica di Marco Simonncelli. Barbara D'urso su Canale 5 ha mandato in diretta le immagini da Firenze. Un uomo ha cominciato a sparare all'impazzata sulla folla, per poi suicidarsi. Il bilancio è incerto: probabilmente due senegalesi sono morti e un altro è ferito gravemente. L'uomo ha cominciato l'agguato alle 12.30 per poi, braccato dalla Polizia, chiudersi in macchina e fuggire. Un testimone ha annotato la sua targa. Poco dopo è giunta la notizia che in un altro mercato rionale un uomo aveva sparato ad altri due senegalesi. A questo punto le forze dell'ordine hanno trovato il folle prima che potesse fuggire dai sotterranei del mercato, intrappolandolo. Qui è avvenuto il suicidio. Un'inviata riporta le impressioni della comunità Senegalese: "ora non ci dite che l'uomo non fosse sano di mente". Il chiaro atto antisemita parla da solo. Fa scalpore la reazione della rete: qualche antisemita elogia il gesto, mitizzando addirittura l'uomo. Come dirà la conduttrice di Pomeriggio 5, "non è possibile che nel 2011 vi siano ancora menti del genere". L'uomo era, fino ad oggi, un tranquillo e pacato ragioniere.

Laura Serassio da Bruxelles, in esclusiva, fa giungere una notizia in redazione, l'uomo Italiano sarebbe stato imitato a Bruxelles: un folle, probabilmente istigato da quanto successo a Firenze, ha causato 4 morti e decine di ferite sparando all'impazzata. L'uomo era atteso negli uffici della Polizia cittadina stamattina, dunque non incensurato.

Barbar D'Urso torna a parlare del giovane Francesco Pinna, addetto all'allestimento del palco in cui doveva esibirsi Jovanotti. Il ragazzo (studente e lavoratore) è rimasto ucciso dal crollo di uno dei pilastri della struttura nella giornata di ieri. Su Twitter, le parole di cordoglio di Lorenzo  Cherunbini, che si stringe alla famiglia Pinna e annulla il tour previsto. Niente più musica, queste le sue parole.

Alessandro Ongarato, in collegamento dal posto, dà notizie della famiglia, che si è chiusa in un doloroso e comprensibile silenzio. Proprio sul posto, giunge al momento l'organizzatore del concerto, che, in merito alle parole che hanno fatto il giro dell'Italia, che parlavano di lavoro per soli 5 euro all'ora, risponde: "la paga che noi corrispondevamo alla cooperativa era di 13 Euro all'ora". Resta da vedere se questa tratteneva il resto della cifra. Oltre a lui, un Campano e un Tunisino sono gravemente feriti. Il primario dell'ospedale di Trieste racconta che uno dei due è fuori pericolo, mentre l'altro è in condizioni delicate. L'inchiesta per omicidio colposo è stata aperta.

 

Pare vi siano delle novità sul caso Melania Rea: delle intercettazioni emerse ultimamente potrebbero essere la carta definitiva che darà la svolta alle indagini. L'esame sul cellulare della vittima mostra con evidenza che lei non è mai stata a Colle San Marco, poichè la sua cella non ha mai agganciato quel luogo. Stessa conclusione si evince dai pollini analizzati sulle scarpe della vittima, incompatibili con quelli di Colle San Marco.

Notizie giungono poi da Kate Fretti, la rgiovane fidanzata di Marco Simoncelli: la ragazza si è abbandonata a delle commoventi parole su Facebook. Nel racconto di Kate, traspare il dolore: "tutti abbiamo nel cuore una cicatrice a forma di 58".

Pomeriggio Cinque continua con la cronaca nera, si narra la vicenda di Simone, 16 anni, ucciso da un pugno per mano del suo migliore amico Cesare, solamente per aver rifiutato una sigaretta. Il ragazzo, come ogni Domenica, era uscito con la sua comitiva in cui c'era anche Cesare. Quest'ultimo, dopo aver compiuto il gesto, si è consegnato spontaneamente alla Polizia in lacrime. A loro ha detto di non voler fare questo. In studio Elena Ignat, madre di una vittima del bullismo, assieme al criminologo Alessandro Meluzzi. In collegamento Alessandra Mussolini, Doris Lo Moro del PD, e il preside dell'istituto di Simone e Cesare. Il primo a parlare è il preside: Roberto Tasciotti. L'uomo racconta la dinamica del fatto, partito come un gioco innocente. Poi il pugno, il sangue che fuoriusciva dal naso, e il decesso in ospedale.

Viene poi proposta un'intervista al compagno di banco, che quella sera non era nella comitiva. Il ragazzo racconterà come, il giorno prima egli abbia sentito Simone all'ora di pranzo. Era con Cesare, e i due ridevano... (continua alla pagina seguente)



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