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PIAZZAPULITA/ Ricetta anticrisi di Briatore (video). Manovra Monti, a che servono i partiti?

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Corrado Formigli  Corrado Formigli

Piazzapulita, La7 – la Manovra Monti, la ricetta anticrisi di Flavio Briatore, il video. Piazzapulita: a che servono i partiti, se non a fare le leggi? E'questa la prima domanda della puntata di Piazzapulita, in onda su La 7, introdotta da Corrado Formigli. Si è molto parlato della manovra di Monti, ritenuta fattibile da chiunque. Ma allora perchè la politica dei partiti non l'ha studiata prima? Ospiti in studio sono Guido Crosetto del Pdl e Alessandra Mussolini, Caporale, Zamparini, e in collegamento Sabina Guzzanti. Ma prima di cominciare il video di Alessandro Sortino. Si parla del "dramma" dell'INPDAP, che ha messo a rischio cassa integrazione 700 dipendenti. Viene mostrato poi un video di Briatore. Quest'ultimo non va per il sottile:"l'Italia è un'azienda fallita, ed è tutta colpa dei politici, che non sono stati capaci e per questo vanno cambiati". Si esprime sui disastri di Unicredit, Finmeccania e Monte dei Paschi, attribuendo il tutto all'incompetenza della classe politica.

Formigli da la parola ad Alessandra Mussolini in merito ai vitalizi. La sua risposta è a favore dei tagli. Il che contrasta con le sue dichiarazioni di questi giorni. Crosetto invece viene chiamato a spiegare una sua dichiarazione: il politico ha infatti definito la "casta" una "fascia di popolazione che nulla ha fatto di male se non essere eletta". In linea con la sua opinione, si dichiara contrario ai tagli. Invita poi tutti a fare una distinzione tra indennità e stipendio effettivo, e si dichiara a favore dell'adeguamento dei vitalizi. Vengono poi introdotti altri ospiti: Antonello Caporale di "La Repubblica", Mario Staderini e Giovanni Favia del movimento "cinquestelle". Favia racconta la battaglia da cui loro stessi stanno partendo, che vorrebbe l'autoriduzione e la presa di coscienza. Caporale è dell'opinione che non serva a nulla fare tagli adesso: "Giocare d'anticipo è l'unico modo per ottenere credibilità".

E'il momento di Sabina Guzzanti: Valentina Petrini la intervista. La giornalista è assieme a un gruppo di gente per la difesa dell'ex Cinema Palazzo, che è stato rilevato da una società al fine di istituirvi un casinò. Proprio lei spiega tutti i mesi di battaglia per l'occupazione del luogo, che le è costata anche una denuncia. E' poi il momento di un altro servizio di Sortino: questa volta va a fare visita a Barbato, l'onorevole che si erge a "fustigatore" della casta, pur essendo al centro di un contenzioso con lo stato in merito alle concessionarie di giochi.

 

Il ritorno in studio vede un piccola polemica involontaria con Alessandra Mussolini: Caporale e Staderini infatti, in un continuo ritorno al passato, accusano le leggi create dal Pdl per la casta e le speculazioni. Ma quest'ultima non si fa assolutamente zittire, accusa Staderini per gli sperperi di radio radicale, e a Caporale fa notare come anche i giornalisti prendano numerosissime indennità. Il dibattito è acceso, a tal punto che il conduttore è costretto a chiudere il microfono della Mussolini.

 

Sortino approfondisce con un servizio la questione del doppio stipendo, che potrebbe essere eliminato. Intanto, in studio sono arrivati Aldo Cazzulo, e Massimo Mucchetti del Corriere della Sera. Mucchetti esprime la sua opinione su quanto detto finora: "la politica ha un costo, il problema è la qualità del lavoro che produce". In studio, dopo la pausa, sono giunti ospiti Zamparini(presidente del Palermo) e Maurizio Landini della Fiam. Ma prima, la "casta" diva Ambra Angiolini. Il monologo di stasera la vede impersonare il "tassita", un entità non liberalizzata, e per questo carente di unità. La "Diva" è un preambolo per la discussione sulla liberalizzazione delle farmacie e sull'esclusione dei taxi.

E' il momento della seconda parte del discorso di Briatore. Le soluzioni fornite da lui sono semplici: un censimento sulle seconde e terze case, e una tassazione sui conti corrente dei ricchi. Poi fa leva sul motivo che lo ha spinto a prediligere l'Inghilterra: la meritocrazia. Zamparini prende parola, invocando una diagnosi più precisa, che non sia fatta solo di tasse. Tra le varie cose, attacca il sistema di Equitalia, invoca il Made In Italy e se la prende coi politici, che non parlano mai di queste cose. Laura Troja è invitata a Pontinia(LT), in un'azienda giunta al fallimento perché schiacciata da una tenaglia fatta di importazioni da un lato e di tasse dall'altro.

Zamparini ottiene i consensi della folla quando spiega un semplice concetto: "lo stato ha il dovere di aiutare questi contadini, che solo perchè non riescono a pagare non vuol dire che sono evasori, ma sono vittima di un sistema che non gli permette di ottenere profitti".

 

Un servizio, inoltre, parla del suicidio di Giovanni Schiavon, ennesimo imprenditore schiacciato dal peso dei debiti. Si scoprirà che la ditta appaltatrice dei suoi lavori gli era debitrice di 200 mila euro. A raccontare poi la sua piazza pulita, giunge ai microfoni Rosalba, mamma e lavoratrice che ogni mattina da 30 anni sceglie la ferrovia Roma-Nettuno, pantano di disagio per lavoratori e studenti. "I treni sono nostri, non di chi sfrutta questo business" (continua alla pagina seguente)



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