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SERVIZIO PUBBLICO/ La Manovra Monti fermerà la caduta del Pil? Niki Vendola e il razzismo a Firenze, le frequenze del dtt per Rai e Mediaset

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Michele Santoro (foto Ansa)  Michele Santoro (foto Ansa)

Servizio pubblico: da Santoro Niki Vendola, “processo” alla Manovra Monti – Servizio pubblico, dai fatti di Firenze alla validità della manovra, dalla disperazione dei lavoratori dei treni notturni licenziati fino alla corruzione: questi i temi caldi della puntata del programma di politica, approfondimento e attualità condotto da Michele Santoro. La copertina di Santoro si apre con la questione delle frequenze televisive. La Tv digitale che doveva favorire la concorrenza ed uscire così dal duopolio Rai/ Mediaset ha finito per privilegiare sempre queste reti penalizzando le piccole reti locali. La proposta provocatoria di Santoro è quella di mettere all'asta le frequenze ancora disponibili che in base ad un emendamento del governo Berlusconi dovrebbero essere regalate, il conduttore è pronto ad offrire il milione di euro finora raccolto per finanziare la sua trasmissione e non ancora toccato. Inoltre, si dice sicuro che questo milione potrà aumentare in maniera esponenziale già dalla prossima settimana.

Il secondo problema affrontato nella copertina riguarda i fatti di Firenze e il razzismo. Piuttosto che le parole, Santoro preferisce dare voce a Fiorella Mannoia che con Frankie Hi-nrg e Netty Fred (un cantante senegalese) cantano "Non è un film" una canzone contro il razzismo. La Mannoia puntualizza che l'eccidio di Firenze è figlio di una politica che ha usato parole quali "mandiamoli via" riferendosi agli extracomunitari.

Immediatamente segue Vauro che prima di indossare il cappuccio del padre indignato ci tiene a proporre tolleranza zero contro i razzisti.

Ospite in studio Niki Vendola, presidente della regione Puglia, commenta gli atti razzisti di Torino e Firenze affermando che in ogni crisi c'è bisogno di trovare un capro espiatorio e ricordando il paradosso italiano per il quale un cittadino nato in Italia e figlio di stranieri non è italiano, mantre un cittadino nato all'estero da cittadini di origine italiana emigrati da tre generazioni ha diritto al voto in Italia.

L'altro ospite in studio Guidalberto Guidi, presidente della Ducati energia, non è daccordo con Vendola quando asserisce che il razzismo possa essere originato da problemi legati al mercato del lavoro e alla crisi. Alla domanda di Santoro sulle previsioni dell'andamento del prodotto interno lordo del prossimo anno, si dice convinto che l'Italia arriverà a perdere ancora un 50, 60% della produzione dell'industria manufattiera perché siamo un paese dove, a partire dal 1970, si spende di più di quanto non si produca. Definisce la manovra Monti un laccio emostatico, un modo per tamponare, ma non per risolvere la crisi.

La parola passa nuovamente a Vendola interpellato da Santoro al quale sembra che il governatore della Puglia abbia speso parole positive sulla manovra. Vendola sottolinea che le sue parole si riferivano alla qualità degli interlocutori trovati e non all'essenza della manovra. Aggiunge che piuttosto che correggere le iniquità, bisognava lavorare per l'equità. Ricorda a Guidi che solo alcuni italiani hanno speso più di quanto prodotto.

Anche Franco Bechis, di Libero, è convinto che la manovra non riuscirà a frenare la caduta del Pil e che tra qualche mese ce ne sarà bisogno di un'altra.

Dopo un intervento di Luisella Costamagna che chiede a Vendola spiegazioni sulle sue dichiarazioni prima assolutamente contrarie al governo tecnico e poi più accomodanti e la risposta del politico che afferma che è necessario portare la cultura della sinistra vicina alla realtà, è il momento di Travaglio.

In questo primo intervento il giornalista ci parla delle abilità degli uomini della lega come economisti. Parte dai vari tentativi fallimentari di creare una moneta padana, passa attraverso il progetto di acquistare il prato di Pontida e chiude con la fallimentare esperienza della banca padana la Credieuro nord, fallita nonostante i salvataggi di Fiorani.

Il primo sondaggio lanciato su Facebook riguarda il grado di apprezzamento del governo Monti espresso con un voto che va dall'uno al dieci. Secondo il deludente risultato Monti si attesterebbe sulla media del 4, ma il giudizio più votato è 1.

L'argomento successivo riguarda 800 lavoratori delle ditte appaltatrici di trenitalia che lavoravano sui treni notturni attualmente soppressi e che sono stati licenziati. Tre di loro hanno messo in piedi una protesta salendo in cima ad una torre.

In studio Guidi ricorda che quello dei lavoratori delle ditte appaltatrici dei treni notturni è un mondo difficile da gestire. Vendola, con il quale si troverà d’accordo Luisella Costamagna, si domanda se sia compito di Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, cambiare la natura dei treni in Italia che hanno rivestito sempre un ruolo sociale che perdono nel momento in cui si privilegiano linee veloci che non sono alla portata di tutti per il costo del biglietto.

A questo proposito Bechis ricorda come la prassi delle imprese di alleggerire i costi di lavoro appaltando ad imprese più piccole si ripercuota sui lavoratori che possono essere mandati via con facilità quando le politiche economiche lo richiedono. La discussione prosegue con Guidi che attacca lo statuto dei lavoratori che vede all'origine del declino italiano e Vendola che si pone nella posizione opposta.

L'argomento successivo riguarda lo scandalo della Locatelli e la vergognosa questione della cava di amianto di Cappella Cantone. In studio dalla torre interviene Laura, dipendente della regione Lombardia e residente nei pressi della cava che racconta i vergognosi intrecci nascosti dietro alla discarica di amianto e le iniziative popolari tese a bloccare l'attivazione della cava. Alla base di tutto c'è la corruzione che, afferma Vendola, è divenuta prassi. Corrotto e corruttore vanno posti sullo stesso piano, perché, si domanda Vendola, Confindustria così attiva contro le mafie non lo è altrettanto contro la corruzione? (continua alla pagina seguente)



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