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I CERCHI NELL’ACQUA/ Alessio Boni e Vanessa Incontrada, bravi protagonisti di una fiction che non coinvolge

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Incontrada e Boni in I cerchi nell'acqua  Incontrada e Boni in I cerchi nell'acqua

Presentata come un esperimento di fusione tra gli ingredienti classici del feuilleton e il genere mystery, nella prima puntata la miniserie stenta a decollare, come se il dramma ancora una volta avesse la meglio sul mistero. Forse per il ritmo a tratti un po’ lento, la storia non ottiene l’effetto di incollare lo spettatore davanti allo schermo ma lo incuriosisce abbastanza da concedere una chance al seguito. Soprattutto per la presenza di Alessio Boni, che dà al suo personaggio il giusto grado di cupezza e di malinconia, creando un inedito contrasto con la solare Vanessa Incontrada qui nella parte di una ricca infelice.

Il marito fedifrago è un personaggio incredibilmente irritante e ricalca lo stereotipo del viscido a tutto tondo, che probabilmente nasconderà qualche oscuro segreto. E il fantasma di Ginevra, va detto, non fa venire i brividi: ricorda piuttosto le fate delle storie fantasy che si producevano una volta, con l’abito lungo e il diadema in testa.

Al di là dei difetti, però, è positivo il tentativo di percorrere delle strade diverse, mescolando i generi e recuperando le suggestioni gotiche di certa letteratura nordica, combinate con la trama gialla e – naturalmente – con una buona dose di romanticismo. Quando la solita detective story comincia a stancare, l’alternativa alla commedia e al dramma storico si cerca nella commistione dei modelli, alla ricerca di una formula capace di risollevare le sorti della fiction e di Mediaset, che non sta vivendo delle stagioni rosee. Stiamo a vedere come andranno le prossime puntate.

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