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SERVIZIO PUBBLICO/ Caverzan: Santoro ha creato la Tv No-Logo, ma senza il nemico-B. è tutto più difficile

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Michele Santoro (foto Ansa)  Michele Santoro (foto Ansa)

SERVIZIO PUBBLICO: IL PUNTO DI MAURIZIO CAVERZAN – Stasera Sevizio Pubblico sarà in onda con l’ultima (ottava) puntata del 2011 (clicca qui per gli ospiti e le informazioni per seguire ServizioPubblico in diretta streaming). Il programma multipiattaforma condotto da Michele Santoro continua, con la “vis polemica” che contraddistingue l’ex anchor man di Annozero, a dare uno sguardo tranchant sulla politica e l’attualità, con una formula, integrazione di web, tv locali, piattaforma satellitare e social network, dalle notevoli potenzialità. Pur mantenendo risultati positivi, gli ascolti del programma hanno subito una flessione tra la prima e la settima puntata. Il giornalista Maurizio Caverzan, in esclusiva a Ilsussudiario.net, propone un’analisi del format di Santoro, allargando la riflessione  sull’Auditel, l’integrazione tra tv e social network e “sogno santoriano” delle frequenze tv. “L’andamento di Servizio Pubblico si presta a molte interpretazioni. Le prime puntate hanno avuto un alto riscontro in termini di pubblico per la curiosità scaturita dall’esperimento multimediale. Santoro ha creato una tv no logo integrando le piattaforme, tv locali, satellite, web. Sono sorti dubbi sulla durata, perplessità che sono state confermate”. Se la prima puntata ha sfiorato i tre milioni di telespettatori con il 12% di share, l’appuntamento della settimana scorsa ha raccolto circa il 7% di share. “Finchè Michele Santoro ha un nemico identificato – prosegue Caverzan - riesce a far detonare i suoi programmi, la sua western tv funziona. Annozero rappresentava questo tipo di televisione: si entrava in un saloon, erano presenti avventori, pistoleri, ma non il nemico. Era il fulcro dell’antiberlusconismo diffuso, che si riversava poi nelle piazze con il popolo viola e il movimento Se non ora quando, per poi tornare in tv in termini di share. Ora la situazione è cambiata e l’opposizione, il vero punto forte della televisione di Santoro è diventata di nicchia”. E’ in carica il Governo Monti, tecnico, di larghe intese:  “Santoro continua a fare opposizione con Travaglio, Vauro, Il fatto quotidiano, ma per tornare ai numeri di prima ci vorrà molto tempo. Assistiamo a una progressiva erosione della platea di Santoro, c’è meno curiosità e appunto lo scenario politico è mutato”.

L’andamento degli ascolti Servizio Pubblico ha aperto polemiche sull’Auditel, definito da Santoro e Parenzo strumento di rilevazione inadeguato e superato vista la direzione del mezzo televisivo, sempre più integrato con altri media e frammentato: “L’Auditel deve adeguarsi – afferma Maurizio Caverzan – presenta limiti messi in luce ad esempio dalla pay tv, che contempla fruizioni differite dei programmi, fruizioni collettive in luoghi pubblici, fruizioni differite anche solo di un’ora con le reti time-shifted. Occorre una maggiore sofisticazione nella misurazioni. Un programma come Servizio Pubblico mette in difficoltà un sistema di rilevazione sostanzialmente fermo all’epoca del duopolio Rai-Mediaset: ogni venerdì i dati escono con grande ritardo; non è semplice misurare share e audience di tv locali. Sono necessarie misurazioni più sofisticate”.

Tra i  temi caldi di  Servizio Pubblico, l’asta delle frequenze televisive, secondo Caverzan si tratta di un sogno di Santoro: “Sogna la possibilità di realizzare un canale integrale, slegata da editori legati a potentati economici, è disposto a mettere sul piatto un milione di euro, ma non è semplice. Carlo Freccero potrebbe rivelarsi il giusto alleato per questo sogno, visto che si è rivelato affascinato dall’idea di una tv integrata. Ma questo sogno ha subìto una battuta d’arresto, come ha scritto lo stesso Santoro su Il fatto quotidiano, per la rinuncia di alcuni testimonial che rappresentano una tv alternativa come Beppe Grillo, Guzzanti, personaggi che avrebbero potuto contribuire a far decollare questo progetto. Santoro è rimasto deluso. (continua alla pagina seguente)



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