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SHERLOCK HOLMES-GIOCO DI OMBRE/ Un sequel pieno di azione che punta tutto sull'amicizia

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La locandina di Sherlock Holmes - Gioco di ombre  La locandina di Sherlock Holmes - Gioco di ombre

La passione di Downey Jr. per il progetto lo ha portato a partecipare attivamente al processo di scrittura e ad intervenire sulle scelte del regista. “Sul set io, Guy e il resto della troupe discutevamo spesso, litigavamo persino” racconta, “ma alla fine siamo riusciti a ottenere una sintesi: quello che il pubblico ha visto, è che avevamo un immenso rispetto gli uni degli altri”. Ritchie conferma il clima positivo e stimolante che si è respirato sul set:  “Da parte di tutto il team creativo c’è stato entusiasmo per un personaggio ancora enigmatico. L’entusiasmo è stato fondamentale, è stata la spinta alla base di tutto: abbiamo litigato e discusso un sacco, ma siamo felici, visto che siamo stati tutti complici dal punto di vista creativo”.

Di fronte alla buona qualità dell’intrattenimento offerto si può perdonare facilmente qualche passaggio della trama spiegato frettolosamente, o non spiegato affatto. Certo, chi aveva storto il naso di fronte allo Sherlock sempre pronto a fare a pugni del primo film non cambierà posizione, anzi: le illuminazioni geniali che hanno reso celebre l’eroe di Conan Doyle ci sono, ma passano in secondo piano rispetto all’azione frenetica, con uso abbondante di effetti speciali e grande spazio alle armi da fuoco. Questo squilibrio, sicuramente ponderato, a sfavore della parte prettamente investigativa, è probabilmente l’unico difetto di un ottimo sequel.



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