BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AUGUSTO MINZOLINI/ L'ex direttore a Radio24: ora capisco Santoro

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Augusto Minzolini  Augusto Minzolini

L’ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, parla della sua vicenda alla Zanzara di Radio24: «Sono diventato un azzeccagarbugli, contro la mia natura. Mi hanno proposto di andare a New York, ma per ora non accetto nulla e vado avanti con il ricorso. Devi fare per forza così per difenderti, uso gli stessi metodi dell'azienda». Minzolini dice allora di capire Michele Santoro, «con i suoi ricorsi e i tribunali. Ha fatto bene». L’ex direttore spiega poi che se glielo avessero chiesto «se ne poteva anche parlare, ma hanno applicato per la prima volta una norma che è inapplicabile solo per farmi fuori. Allora mi incazzo e divento un azzeccagarbugli», si sfoga Minzolini, che afferma di stare già pagando una pena, «perché sono stato rinviato a giudizio, come il 97 per cento delle persone che passano dal tribunale di Roma, ma sono stato costretto ad andare via. Per questo la butto su questo piano». Riguardo alla vicenda della carta di credito e delle spese, Minzolini dice che «gli altri direttori prima di me non ce l'avevano, io l'ho chiesta come benefit compensativo perché ce l'avevo anche alla Stampa». I conduttori della Zanzara, Giuseppe Cruciani e David Parenzo, allora incalzano, chiedendo a Minzolini quale fosse la reale utilità della carta aziendale, visto anche lo stipendio: «Guadagnavo come direttore 540mila euro all'anno, - risponde Minzolini - non molto di più rispetto alla Stampa ma con maggiori responsabilità. Erano spese di rappresentanza». Intanto è pronto un ricorso, come fanno sapere gli avvocati Nicola Petracca e Federico Tedeschini, pronti a «procedere in sede giudiziaria, ed in via d'urgenza, al fine di ottenere anzitutto la sua reintegra nelle funzioni di direttore del Tg1». Infatti la rimozione di Augusto Minzolini dalla direzione del Tg1 potrebbe essere anche ritenuta illegittima. In una recente sentenza la Corte di Cassazione ha infatti stabilito che «la Rai è una società per azioni per volontà del legislatore stesso e, seppure soggetta a una disciplina particolare per determinati aspetti ed a determinati fini, riguardanti anche la giurisdizione, chiaramente dettata da interessi di natura pubblica, per tutto quanto non diversamente previsto non può che essere regolata secondo il regime generale delle società per azioni».



  PAG. SUCC. >