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SFOOTING/ La fine del mondo nel 2012? Per gli aztechi era "una gran Mayalata!"

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Il calendario maya  Il calendario maya

Gli aztechi, invece, non amavano partecipare a queste dispute. Normalmente si aztenevano. La storia ricorda solamente un breve dialogo sul tema tra il pochteca (mercante viaggiatore) disoccupato Chimalpopoca, chiamato più familiarmente Chiacolmiztlinezahualcóyotl, e l’enohteca (sommelier avvinazzato, figura rara per un popolo di aztemi come gli aztechi) Huitzilopochtli, conosciuto da tutti col nomignolo di Huauchinangoquauhnahuac. Alla domanda di Chimalpopoca “Ma che cosa pensi della previsione Maya secondo cui il mondo finirà il 21 dicembre 2012?”, Huitzilopochtli, aztronomo azteco aztigmatico e aztruso, rispose secco: “La fine del mondo nel 2012? A me pare una gran Mayalata!”.

Comunque tutte le più grandi e antiche civiltà hanno elaborato la loro personalissima previsione sulla fine del mondo. Se i Macedoni, per esempio, erano convinti, già ai loro tempi, nel IV secolo a.C., che il mondo fosse alla frutta, gli Unni speravano invece che la fine del mondo toccasse agli Alltri (con due elle, ovviamente), mentre i Persiani hanno sempre nascosto (per pudore? per vergogna? per eccesso di pulizia?) le loro previsioni sotto i tappeti (o dietro le tapparelle).

Ad ogni buon conto, questa mania delle previsioni fosche ha mietuto almeno una vittima nella storia: il popolo dei Moschi. Vissuti nel periodo dell'età del ferro in Anatolia, erano molto insistenti (e le loro mogli, le Mosche, ancor più fastidiose) nel fare previsioni infauste sui loro nemici, finché un giorno furono invasi, presi a sportellate e sottomessi proprio da una popolazione con loro confinante, nota in tutta l’Asia minore per la colossale stazza, accompagnata da un’incredibile forza fisica: gli Armadi. Erano una tribù guerriera stanziale, non nomade. La loro caratteristica? Dopo ogni spedizione militare, al ritorno a casa erano soliti lavare, stirare, ripiegare e riporre con cura in appositi contenitori, chiamati cassetti, le loro tuniche da combattimento, le loro corazze e i loro elmi. Gli Armadi provenivano dall’Ichea Orientale e a guidarli nell’invasione della Moschia era stato il gigantesco Re Deltafors (Quattroante), che da allora passò alla storia come Raid, Il Grande Moschicida.

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