BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ARTHUR E LA GUERRA DEI DUE MONDI/ Uno "sguardo" che serve a dimenticare l’egoismo

Pubblicazione:

Una scena del film Arthur e la guerra dei due mondi  Una scena del film Arthur e la guerra dei due mondi

Anche Arthur, da parte sua, deve conquistare un rapporto più armonico con il padre. Il suo viaggio lo porta a confrontarsi con il vasto mondo, con le sue paure e debolezze, arrivando a comprendere che gli adulti sono imperfetti e che i malvagi cambiano aspetto e seminano distruzione solo perché cercano di dimenticare le ferite dell’anima.

In realtà, sembra quasi che l’importanza dell’eroe nel film sia relativa, perché l’epopea arthuriana è costruita intorno alla tematica della solidarietà. Serve l’aiuto delle persone oneste e capaci di amare per raggiungere i traguardi della vita e per superare i momenti difficili. E il gioco delle dimensioni, che porta i personaggi a cambiare il loro punto di vista sul mondo, permette di insistere sull’importanza dello “sguardo”, che non deve mai essere univoco: la realtà si comprende soltanto affrontandola da diverse angolazioni, senza pretendere di dominarla, ma cercando di avvicinarsi a essa con umiltà e apertura verso “l’altro”.

Il punto debole del film precedente era la comicità inconsistente dei genitori di Arthur, macchiette di scarso spessore che anche in questo terzo capitolo rischiano di risultare poco pertinenti. Per fortuna il loro spazio è limitato a favore dell’azione che dà ritmo alla storia. Eppure si ha l’impressione che la favola ecologista di Luc Besson, con tutti i suoi pregi, sia pensata per un pubblico solo di bambini e manchi del tocco magico che rende alcune storie memorabili, arrivando a colpire anche gli adulti.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.