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CHE TEMPO CHE FA/ Bersani commenta la manovra del Governo Monti. Fabio Volo svela che Il giorno in più è autobiografico

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Pierluigi Bersani (Ansa)  Pierluigi Bersani (Ansa)

Che tempo che fa, con Volo, Bersani e Daverio.  – A Che tempo che fa sono stati ospiti Pierluigi Bersani, segretario del PD, Fabio Volo (scrittore, attore, conduttore televisivo, oltre che speaker radiofonico e doppiatore) e infine lo storico dell'arte Philippe Daverio, conduttore, fino al 21 Settembre 2011, di Passepartout, famoso programma di Rai 3. Termina la trasmissione, condotta da Fabio Fazio su Rai Tre il consueto monologo satirico di Luciana Littizzetto, che non risparmia nessuno. Gli ospiti della serata sono presentati da Filippa Lagerback: la precedenza è a Philippe Daverio, che viene annunciato da Fabio Fazio. L'ospite è in studio per presentare "Il museo immaginato", il suo libro in vendita dal 30 Novembre. Parlando del libro, l'autore si è inventato una villa "neoclassica" in cui ha messo i quadri più belli del mondo, almeno secondo i suoi gusti. Il tutto condito di spiegazioni e richiami storici.

Il titolo utilizza appositamente il termine "Immaginato", riferendosi all'attuale "cosmogonia" che mette sotto il nostro sguardo tutto lo scibile.

Fazio entra nel merito dell'opera, analizzando alcune stanze della casa immaginaria: il conduttore resta sorpreso dalla distinzione tra "pensatoio" e "biblioteca". In risposta, l'autore spiega che il pensatoio è una stanza necessaria, e va distinta dalla stanza dei libri in quanto quest'ultima prevede anche momenti di convivialità. L'opera, come spiegato dall'autore, è contestualizzata al presente: i quadri sono volutamente non presentati in ordine cronologico, proprio come avviene al giorno d'oggi, dove la realtà è presentata mediante un "cocktail di trasversalità" non più ordinato, ma interconnesso e disordinato. L'autore commenta velocemente due quadri scelti dal libro: "Pranzo di ostriche" di De Troy e "La sepoltura della sardina" di Goya.

L'ospite seguente è Fabio Volo, venuto anche a presentare il film che lo vede protagonista: è di Massimo Venier, e si intitola "Il giorno in più". Volo è anche uno scrittore di grande successo in Italia, e i suoi libri sono stati tutti dei best sellers. Il tema del film è la solitudine, necessaria secondo

Volo per la condivisione. Il suo punto di vista è che in questa società si tenda a nascondere le proprie ferite con la compagnia, al posto di risolverle occupandosi di se stessi. E proprio per questo, si anestetizza il dolore facendo figli su figli, sposandosi anche quando non pronti o buttandosi a capofitto in situazioni sentimentali.

Il film ha i toni della commedia romantica, girata tra Milano e New York. Il protagonista Giacomo, come spiega lo scrittore, è in parte autobiografico. Infatti, il personaggio vive solo nel suo "caos ordinato" per poi incontrare una persona con cui legherà. I due però hanno un modo diverso di intendere l'amore. Conclude l'intervista la presentazione di "Le prime luci del mattino", libro che ha venduto 700 mila copie. In anteprima, un videoclip di Celentano viene inviato da "Facciamo finta che sia vero", il suo nuovo album.

 

In merito di manovra economica, è il momento del leader del PD Pierluigi Bersani, che la commenterà passo passo. Infatti, proprio in queste ore, Monti sta varando tutti i punti della misura anticrisi. Si parla dell'adeguamento dell'età pensionabile, e delle pensioni stesse. Il politico condivide il principio di livellamento dell'età, ma non i tempi, troppo stretti. Spiega poi che avverrà il "raddoppiamento" delle minime. Nell'insieme, la manovra sarà molto dura, ed ammonterà a circa 23 miliardi di euro. Sui criteri di equità di quest'ultima, Bersani ha qualche dubbio. Attacca il sistema dell'evasione, appoggiando la tracciabilità delle operazioni economiche superiori ai 1000 euro, espediente che il Pdl aveva definito "polizia bancaria".

Non c'è traccia sulla patrimoniale: questo, pur essendoci degli abbozzi di tassazione sui beni di lusso, per Bersani è un'handicap.

I sindacati sono stati molto duri sulla manovra, dichiarando che è un modo per "far cassa sui poveri", ma il leader del PD, più che sviare con queste frasi, invita a sollecitare la solidità di questa riforma, che deve avere una sua coerenza.

Pur se pesanti, queste misure vengono definite come necessarie da anni. Il politico spegne gli allarmismi, e invita a non dimenticare i passati anni del governo Berlusconi, in cui, come dira egli, veniva raccontato continuamente che tutto andava bene. Sono quelli, secondo lui, ad aver condotto alla situazione attuale.

Bersani non risparmia di dire che vi sono delle "inequità" nella manovra, ma nell'ottica di un obiettivo del governo invita ad aspettare.

Conclude con parole chiare: "non pretendo la risoluzione di tutti i problemi, ma una trasparenza punto per punto, che ci occuperemo di verificare". (continua alla pagina seguente)



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