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X FACTOR 5/ Elio, Morgan e i segreti di un’edizione che stupisce

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I giudici dell'edizione numero 5 di X Factor (Foto Ansa)  I giudici dell'edizione numero 5 di X Factor (Foto Ansa)

I concorrenti offrono la loro voce, la giuria crea il pathos, la scenografia fa il resto. X Factor si trasferisce su Sky e si conferma uno dei programmi più amati dell’anno, puntando sul talento e sull’intrattenimento di qualità. Il frutto ultimo delle selezioni è una squadra di cantanti veri, che sembrano già pronti a incidere un disco. Le giovanissime Nicole e Francesca (timide a una prima occhiata, ma sicure sul palcoscenico) rivelano una voce e una musicalità a prova di critica e non si atteggiano a star. Si fa notare l’altrettanto giovane Jessica, molto “Asia Argento style”, che ha vinto le iniziali resistenze della Ventura (“sei vestita da spiaggia”, l’aveva apostrofata ai provini) diventando una delle favorite. E conquista il pubblico la più “matura” Antonella, dalla voce limpida e dagli occhi azzurri. Sì, in questa edizione a stupire sono soprattutto le donne, ma la bravura è condivisa anche dagli uomini e dai gruppi vocali.

E poi c’è la giuria, l’arma segreta di X Factor. Simona Ventura e Morgan, che guidano rispettivamente la squadra delle ragazze e dei ragazzi under 25, commentano e intrattengono forti della loro esperienza, addolciti rispetto ai provini (Simona) e al passato (Morgan). Elio, che si trova a difendere i gruppi vocali, fa la parte del precisino, mentre Arisa, l’ultima arrivata, dimostra di essere combattiva e di sapere il fatto suo. Niente è lasciato al caso nel programma, che procede a ritmo serrato allontanando il pericolo di noia, trascinato dalla conduzione brillante di Alessandro Cattelan che non mostra mai un attimo di cedimento.

La scenografia fa la sua parte, con le atmosfere blu che ricordano Guerre Stellari e le coreografie essenziali, a volte provocatorie, che si divertono a trasformare i cantanti in sintonia con il brano eseguito. Sulla scelta delle canzoni si sollevano spesso le critiche reciproche dei giudici (se si sceglie un pezzo in sintonia con i gusti e le abitudini del concorrente si sbaglia, se se ne sceglie uno completamente diverso si sbaglia lo stesso), che difendono i loro protetti con le unghie e con i denti. E loro, i talenti, a volte appaiono a disagio su quel palcoscenico, come se esibirsi non creasse loro alcun problema, ma interagire con il giudizio altrui sì. D’altra parte è umano e di sicuro nessuno di loro ha l’arroganza di molti ragazzi di Amici.



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