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SERVIZIO PUBBLICO/ Anteprima di Santoro: “La Stangata” della Manovra Monti. Puntata 8 dicembre 2011 (video)

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Michele Santoro  Michele Santoro

Servizio pubblico, 8 dicembre 2011 anteprima, La Stangata di Santoro (video) – Servizio Pubblico parte sulle note de "La stangata" nell’anteprima. Michele Santoro precisa che il film è di certo un’ottima pellicola, ma non si sa ancora se il film nel quale ci troviamo noi ora sia della stessa bellezza o meno. Il conduttore fa poi riferimento alle parole di Nicolas Sarkozy, il quale ha dichiarato che ci troviamo dinanzi ad un lungo tunnel buio, dal quale sarà difficile venir fuori. Santoro non sembra affatto d'accordo con le misure drastiche prese da Monti e dai suoi ministri, e aggiunge che se anche a queste misure, se ne aggiungessero altre ancor più pesanti da sostenere. Come ad esempio l'opzione di uccidere i pensionati più anziani, quelli cioè che costano di più, non si avrebbe affatto la certezza di approdare in quella terra felice che la politica chiama "crescita". A questa provocazione però aggiunge anche una delle sue frecciatine, dicendo che se invece il problema sono le banche, allora è davvero inutile continuare a vessare i poveri pensionati che non hanno colpa. Il secondo riferimento è poi alle parole dette dal presidente dell'ISTAT, che ha dichiarato alle commissioni di Camera e Senato riunite, che l'Italia ha avuto un calo di ben 4 punti nella produzione industriale rispetto all'anno scorso, e dunque se in una tale situazione, aumentiamo l'iva sui beni di consumo, blocchiamo l'indicizzazione delle pensioni, tassiamo la prima casa, aumentiamo la benzina, il rischio che si corre è di far precipitare una famiglia italiana su tre in condizioni di grave difficoltà. A questo pensiero del presidente dell'ISTAT ha risposto Maurizio Belpietro, che ha rintracciato la causa nel fatto che non si sia tagliata contemporaneamente la spesa.

 

Santoro però dice che non bisogna parlare di tagli alla spesa pubblica come se si stesse parlando di semplici bulloni. Si tratta infatti di persone, e di certo questi tagli, cioè questi licenziamenti di massa, non possono essere portati avanti in un periodo di recessione. Si corre infatti il rischio in questo modo di aggiungere molte altre famiglie a quella su tre che è costretta in condizioni d'indigenza. Si chiede allora il conduttore se sia davvero necessario che l'Italia debba battere in tempistica Germania e Francia, o se forse la riforma pensionistica del ministro Fornero potrebbe attendere un po', o magari essere mutata in alcuni aspetti. Infatti, aggiunge, in un paese in cui lo stato sociale vede il 10% della popolazione detenere il 45% della ricchezza totale, tentare di raggiungere l'uguaglianza, partendo da chi ha soltanto una piccola percentuale rispetto alla fascia povera, non è di certo saggio, soprattutto perché aggrava la recessione. Tutto ciò ha ancora meno senso, dice Santoro, se si tiene presente che in Svizzera ci sono almeno 100 miliardi (alcuni dicono anche 200) di capitali evasi. Infatti la Germani e l'Inghilterra hanno fatto degli accordi con la Svizzera, dicendo che almeno parte di questi capitali devono necessariamente rientrare. L'Italia però questi accordi non li ha ancora fatti, e non è dato sapere se è in programma organizzare un tavolo d'incontro e discussione sull'argomento. Il finale dell'anteprima è dedicato al futuro. Infatti questa è forse una della parole più utilizzate dalla nuova giunta Monti, che continua a sostenere che occorre fare dei sacrifici per il futuro del paese e soprattutto per salvaguardare quello dei nostri figli, ai quali dobbiamo garantire condizioni di vita decisamente migliori, e che soprattutto non devono affrontare, anche loro, problemi generati dalle generazioni precedenti. Parlando di futuro però Santoro conserva l'ultima amara osservazione, puntualizzando sul fatto che se il futuro fosse differente rispetto al passato, allora il Presidente del Consiglio forse accetterebbe di porsi dinanzi a tutti i giornalisti delle principali testate del paese, e rilascerebbe dichiarazioni.

 

Ma se il Premier decide di andare a Porta a Porta a rilasciare un'intervista completa, non curante di tutti gli altri, e soprattutto evitando possibili domande scomode, di certo più ardue rispetto a quelle poste da Vespa, allora vuol dire che il futuro somiglia paurosamente al passato. Dunque, se questa è la realtà dei fatti, e se in fondo non c'è nessun vero cambiamento in atto, allora dobbiamo attrezzarci seriamente, e soprattutto in tutt'altro modo, per costruire un vero futuro differente e soprattutto migliore per il paese e per tutti noi. Il video alla pagina seguente)



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