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SERVIZIO PUBBLICO/ Manovra Monti, Santoro: “siamo sicuri che con questi sacrifici l’Italia ce la farà?”

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Michele Santoro (foto Ansa)  Michele Santoro (foto Ansa)

Servizio Pubblico - A Servizio Pubblico si è parlato della Manovra Monti con Francesco Rutelli, Guglielmo Epifani, Maurizio Gasparri e alcuni cittadini ospiti di Michele Santoro che vogliono rilasciare la loro testimonianza. L'intervento sulle pensioni era necessario, ma la domanda è se è proprio indispensabile che noi dobbiamo essere più veloci sia della Francia che della Germania. Tra l'altro siamo in un Paese in cui 10% possiede il 45% della ricchezza. Ma come dobbiamo immaginare il futuro? E un Presidente del Consiglio dovrebbe rispondere alle domande dei giornalisti o andare a Porta a Porta? Perché se va a Porta a Porta allora vuol dire che il futuro si presenta uguale al passato. Padre Indignato cosa dice? Egli afferma che si sono rotti i cordoni. E intanto tutti sono lì a tessere le lodi di Monti, che Padre Indignato manderebbe agli Inferi, però non si può perché c'è il Paese da salvare. E poi anche all'Inferno è cambiata la situazione perché sono tutti contenti in quanto da quando non c'è più Berlusconi sono convinti di trovarsi in Paradiso.

Si inizia con il parlare di equità, visto che la manovra grava sulle famiglie. La domanda di Santoro è molto semplice: siamo sicuri che con questi sacrifici ce la facciamo? Siamo davvero sicuri che questa sia la ricetta? Epifani, ospite in studio dice di essersi già posto personalmente questa domanda. La convinzione è che una manovra di aggiustamento fosse indispensabile, ma i dati dicono che questa manovra seppur necessaria potrebbe rivelarsi insufficiente perché una parte dei nostri problemi sta a Bruxelles e molto dipende dalle decisioni che si prenderanno lì. Di certo non si poteva neanche far finta che il problema non ci fosse. Ma la verità è che oggi nessuno sa se questi sacrifici ci porteranno fuori dalla crisi.

Rutelli invece cosa ne pensa? Egli afferma di non essere sicuro, perché sulla nostra testa incombe una tempesta terribile. Il debito attualmente è tornato verso il 121% e noi paghiamo ogni anno 90 miliardi di euro di interessi su questo debito. A questo punto i soldi non ci sono più con facilità come prima ed il Paese rischia di non uscirne. Intanto c'è stato un ulteriore innalzamento dello spread e l'allarme lanciato da Sarkozy ha creato preoccupazione sui mercati.

Una signora interviene e dice che loro parlano bene dicendo che salveranno l'Italia, ma intanto a lei la rendono povera. La signora sarebbe dovuta andare in pensione e dice che se non riuscirà ad andarci non pagherà più le tasse. Un'altra signora, del 1952, dice che ha usufruito di un esito incentivato, con un periodo di aspettativa fino al raggiungimento dei 60 anni. Ora la signora rischia di restare tre o quattro anni senza pensione, non avendo di che vivere. E' evidente che la manovra va corretta. Non si possono colpire i più deboli. Inoltre non va la questione della franchigia dell'ICI, perché il valore dell'immobile viene moltiplicato per 160, dunque la tassa diventa quasi il doppio di quanto si pagava prima. L'ISTAT ha detto infatti che una parte della popolazione diventerà più povera. E poi c'è la questione dell'età pensionabile. Perché infatti caricare tutto su una generazione? Non è per niente equo.

Viene il momento di Travaglio, che ritiene che il risparmio relativo alle province sia sobrio, mentre l'ICI dovrebbe essere pagata dalla Chiesa, perché al Vaticano dovrebbero ricordarsi le parole di Gesù che disse "date a Cesare quel che è di Cesare". Sostanzialmente noi siamo fortunati perché ancora siamo riusciti a salvarci nonostante tutto il nero che gira. Basti pensare ai tanti professionisti che incassano senza rilasciare fattura.

Con gli accertamenti, che sono a campione, è difficile essere scoperti e anche se dovesse succedere, esiste la soglia di evasione consentita (inventata dal centro-sinistra) a cui il centro-destra ha aggiunto condoni e scudi fiscali.

Per lottare contro l'evasione basterebbe abolire le soglie e rendere sicure le pene. L'dea della Patrimoniale intanto è sparita perché Berlusconi non la vuole. Però i condoni sono stati esclusi.

Le province sono menzionate nella Costituzione e vanno cancellate. Queste costano infatti due miliardi e mezzo, dice Gasparri. Il personale pubblico naturalmente dovrà essere ricollocato perché non può essere licenziato. Dunque una parte di quei costi non scompariranno. Per l'evasione fiscale certamente si può fare di più e con il governo Berlusconi si è incrementato il recupero dell'evasione e questo è già un risultato positivo.

Francesco Rutelli dice che la responsabilità della politica sta nel dare lavoro, perché solo in questo modo si possono aiutare le famiglie. Rutelli ritiene anche che sia arrivato il tempo di non avere più 27 eserciti europei, ma un unico esercito europeo. (continua alla pagina seguente)



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