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I FANTASTICI VIAGGI DI GULLIVER/ Nel film di Jack Black il cammino di ogni uomo alla scoperta di se stesso

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Jack Black alla presentazione del film I fantastici viaggi di Gulliver (Foto Ansa)  Jack Black alla presentazione del film I fantastici viaggi di Gulliver (Foto Ansa)

Gulliver farà conoscenza con un altro reietto della società lillipuziana, sempre per colpa dell'altezza superiore alla norma; Horatio (Jason Segel, celebre per essere il Marchall Eriksen della fortuna serie televisiva americana E alla fine arriva mamma!) con il quale si svilupperà un saldo rapporto di amicizia.

 

Diventato generale lillipuziano per meriti sul campo, si vanterà con la famiglia reale di essere il Presidente degli Stati Uniti e che il suo vice è Yoda. Per allietarsi farà inscenare rappresentazioni teatrali raffiguranti le numerose (false) avventure della sua vita (da Star Wars a Titanic, le risate sono garantite). Gulliver insomma ricostruisce il suo habitat all'interno della società lillipuziana senza però riuscire a essere onesto con se stesso e gli atri. Fino a quando un generale lillipuziano vendutosi ai rivali blefuschiani riuscirà a fargli confessare davanti alla famiglia reale e al popolo, la verità.

 

Spedito in esilio “nell'isola dove non osiamo andare” oltre la nebbia dell'orizzonte lillipuziano, Gulliver si ritroverà ad essere una minuscola creatura al cospetto di giganti. Ridotto ad essere il bambolotto di una bambina, accetterà l'ennesima umiliazione della propria esistenza. Ma ecco l'imprevisto, Darcy Silverman (oramai conosciuta dai lillipuziani come la principessa di Gulliver) spedita dalla redazione per scrivere l'articolo mai redatto sul triangolo delle Bermuda, si ritroverà prigioniera dei blefuschiani oramai occupanti di Lilluput. Horatio riesce ad avvertire Gulliver il quale, con il tanto atteso scatto d'orgoglio, riuscirà a risolvere l'intrecciata questione e a conquistare il cuore dell'amata.

 

Rob Letterman, regista di Shark Tale e Mostri contro alieni, riesce a dimostrare anche qui la sua capacità di intrattenere tutta la famiglia, strizzando l'occhio al pubblico più giovane. Infine, una piccola chicca per gli spettatori italiani, i doppiatori del re e la regina di Lilliput, sono i viaggiatori per eccellenza della televizione italiana. Patrizio Roversi e Syusy Blady si scoprono doppiatori efficaci anche se non professionisti.



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