BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

AMICI 10/ Virginio, Giulia, Annalisa e Denny come candeline sul dolce da audience di Maria De Filippi

Pubblicazione:

Maria De Filippi nello studio di Amici (Foto Ansa)  Maria De Filippi nello studio di Amici (Foto Ansa)

Amici è come una torta che viene spacciata per leggera e salutare, mentre all’interno nasconde burro e zucchero in quantità industriali. Il talent show più famoso dei nostri tempi è arrivato alla decima edizione e non mostra cedimenti: Maria de Filippi continua a regnare sovrana sugli aspiranti cantanti e ballerini, gli insegnanti litigano sempre come adolescenti permalosi, i ragazzi si attaccano a vicenda “in nome dell’arte”.

 

Stessi ingredienti delle passate edizioni con piccole varianti, come la decisione (positiva) di togliere potere al televoto a favore di una giuria specializzata, o la scelta di proclamare due vincitori, uno per il canto e uno per la danza.

 

Guardata con occhio critico, la trasmissione intriga, non c’è che dire: dà una certa soddisfazione decifrare i meccanismi alla base del programma, gli ingredienti usati perché la torta risulti saporita e ben glassata.

 

Gli allievi della scuola sono divisi ormai da svariate edizioni in due squadre che si sfidano in diretta e, votate dal pubblico a casa (cui rimane solo il potere di decidere che squadra vince), cercano di ottenere la pole position per poter “mandare a casa” un rivale. Già questo garantisce una buona dose di competizione tra i ragazzi; ma, se anche non avessero niente contro i compagni e fossero interessati solo a farsi gli affari loro, la sceneggiatura del programma offrirebbe qualche appiglio per attaccarsi a vicenda.

 

Fa quasi tenerezza vedere questi ventenni che parlano male dei compagni davanti alle telecamere per poi giustificarsi dicendo che era “uno scherzo”, o si lamentano degli insegnanti che non capiscono il loro talento, o sfidano i rivali scegliendo le canzoni o le coreografie in cui hanno maggiori difficoltà.



  PAG. SUCC. >