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IL TRUFFACUORI/ Recensione: l'opera prima di Chaumeil tra romanticismo, spionaggio e humor

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

L’obiettivo, però, si rivela più difficile del previsto, sia per il poco tempo a disposizione (10 giorni), sia per la diffidenza della donna verso il “dongiovanni”. Le difficoltà stimolano Alex ad impegnarsi ancora di più nel gioco della seduzione, riuscendo ad aprire una breccia nel cuore di Juliette, ma innamorandosi, a sua volta, della bella ereditiera. Un lieto fine romantico, ai limiti del lecito, stemperato dall’ultima scena comica interpretata da Mélanie e Marc, che ci mostra quest’ultimo nel ruolo di “casanova” al posto di Alex.


Il Truffacuori (titolo originale “L’Arnacouer”), ha polverizzato il botteghino francese, portando al cinema più di tre milioni e mezzo di spettatori solo in patria. Un film di ampio respiro internazionale, che strizza l’occhio alla commedia inglese, stile Notting Hill. Non a caso sta avendo un buon successo di pubblico anche all’estero, soprattutto in Russia, Polonia e Regno Unito.

 

(Matteo Zinanni)

 



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