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SANREMO 2011/ Il riassunto della terza serata 17 febbraio, "Nata per unire"

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La squadra di sanremo, foto Ansa  La squadra di sanremo, foto Ansa

Carina l'accoppiata da cartone animato. Funziona ed è gradevole all'ascolto. Confidavamo nell'importanza della serata per un look più consono del buon Max. Pazienza. E poi Roberto Vecchioni con “'O surdato 'nnammurato” attimi di pura poesia. Un po' di idioma spagnolo e si aspetta con emozione Roberto Benigni ma lo sconforto ci attanaglia: “Posso dire una cosa?” dice Belen “Pace nel mondo”. Scusa? Roberto, salvaci tu. Ed eccolo. Trionfante su di un cavallo bianco, sventolando la bandiera tricolore il patriota Roberto Benigni entra all'Ariston. L'equino bian cavallo è subito spunto per le prime frecciatine “Ai cavalieri non gira molto bene...il Cavallo della RAI... come li addomesticano qui non li addormentano da nessuna parte....”

Non risparmia nessuno nemmeno “Umberto” come lo chiama lui. “Gianni” continua Benigni "è buono, calmo, non reagisce ai soprusi, gli fanno cose tremende. Il prossimo festival lo presenta Bersani”. Chiede come mai no abbiano chiamato Pippo Baudo a cantare e cerca Andy Garcia per dirgli due o tre cose. Il balzo ai riferimenti di eta è presto fatto "150 anni per una nazione che sono, non è niente. "Una minorenne” e poi “ Mameli quando ha scritto le parole dell'inno aveva 20 anni. A quel tempo la maggiore età si raggiungeva a 21 anni, quindi era minorenne” e il colpo finale arriva con “ Silvio. Se non ti piace cambia canale vai sul Due.. no che c'è Santoro”.

Un fugace accenno a Mubarak Rubacuori, Marchionne, Savoia, Biancamani e antiche casate e si passa alla vera esegesi dell'inno. Benigni è un vulcano emoziona e appassiona tutto i pubblico. Chiude la sua memorabile esegesi con un commovente inno di Mameli eseguito a cappella E' passata un ora di risate, satira, emozioni e grande cultura e si torna alla musica con i La Crus e “Parlami d'amore Mariù”. Risulta povera di cambiamenti e scarna nell'arrangiamento. Mediocre. Tricarico aiutato dall'autore Toto Cutugno presenta “L'italiano”. Dopo 28 anni la canzone continua a regalare emozioni strappa lacrime stile emigrante. Carina l'idea seconda generazione di italiani. Peccato che adesso la canzone la stonano in due. Tornano Luca e Paolo che abbandonano per un momento la satira ed il sarcasmo per leggere “Odio gli indifferenti” tratto dalla Città Futura di Antonio Gramsci. Emozioni e riparte Sanremo, quello della gara, quello dei giovani.

 



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