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SANREMO/ Antonio Socci: grazie Benigni, ma quanti errori e omissioni...

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SOCCI SU LIBERO: CI VOLEVA UN COMICO PER FARCI SENTIRE ITALIANI? - Un ringraziamento a Roberto Benigni per averci fatto sentire tutti un po' più italiani. Ma anche una critica ai molti falsi storici della performance del comico a Sanremo. E una domanda: davvero ci voleva un comico per parlare di Risorgimento e Unità? Questi in sintesi gli argomenti di Antonio Socci, che in un commento su Libero di oggi esprime il suo parere sull'esibizione sanremese del regista de La vita è bella. Perché «il caso Benigni è emblematico. Nessuno ha riflettuto su quanto sia singolare che a un comico sia di fatto affidata l’unica vera celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia (in effetti la performance di Benigni a Sanremo era più attesa dei discorsi ufficiali del presidente Napolitano)».

 

Socci apre il suo commento con il ringraziamento: «Roberto Benigni merita un grande “grazie!”. Certo, alcune baggianate le ha dette nella sua performance al festival di Sanremo». Ad esempio quella sulla nascita della bandiera italiana, che per il comico sarebbe stata ideata da Giuseppe Mazzini su una terzina dantesca. Invece il tricolore esisteva già da prima della nascita di Mazzini, e il verde, bianco e rosso del vestito di Beatrice nel Paradiso fanno riferimento alle virtù teologali. Nel complesso infatti il discorso di Benigni è «stato un alluvione di retorica da piccola vedetta lombarda. Ha narrato una favoletta piena di eroi giovani e forti (che sono morti) assai lontana dalla realtà dei fatti».

 

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COMMENTI
19/02/2011 - Se... (luisella martin)

Se facessimo parlare la semplicità che c'é in noi invece che l'istruzione...Se prima dell'appartenenza ad un gruppo venisse la coscienza individuale...Se non provassimo invidia per il talento dell'altro, ma gioia nell'ammirarlo...Se avessimo il coraggio di perdere, piuttosto che criticare il vincitore...Se crescendo riuscissimo a ritrovare il profumo dell'immaginazione e la bellezza della poesia, invece di venderli al primo offerente...Allora,quel giorno che verrà,che deve venire presto,prima che i vecchi come me chiudano gli occhi e le orecchie, allora non riuscirò a leggere articoli di giornale così brutti come quello del simpatico cattolico Socci, perché quel giorno il giornalismo sarà diventato una professione onorevole!