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BALLARO’/ Il “tormentone” della politica trasforma lo studio di Floris in un bar

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Il comico Crozza  Il comico Crozza

Interventi praticamente inutili per comprendere che cosa accadrà effettivamente e che cosa c'è di nuovo nella politica italiana. Maurizio Lupi replica con buon senso e basandosi sui dati reali. Ma il copione è già scritto dal teleconduttore che insiste: "Si sapeva del rapporto di Berlusconi con le donne da molto tempo, del tipo di vita che gli piace fare. Ma che cosa è cambiato questa volta?"

 

Risposte nuove rispetto a questa domanda non ne arrivano da nessuna parte. Sembra di assistere a un dibattito di cose conosciute da tempo, dove nulla di nuovo accade, ma tutti parlano, parlano, parlano. Forse, assistendo al Ballarò di ieri sera, monotono oltre ogni misura, ci si dovrebbe interrogarsi sull'utilità di questi talk-show, ci si dovrebbe chiedere: a che cosa servono?

 

Ogni tanto interviene il sondaggista Nando Panoncelli con dati che sono già conosciuti e che differiscono di poco dagli altri dati già ampiamente conosciuti e propagandati. Sostanzialmente anche Pagnoncellli dice che la fiducia verso Berlusconi non è mutata.

 

Alla fine Floris e Pagnoncelli combinano prima un scenario con tre schieramenti: centrosinistra, centrodestra e terzo polo. Ci sarebbe un testa a testa con lieve vantaggio del centrosinistra sul centrodestra. Altro scenario: tutti contro Berlusconi e la Lega. A questo punto vincerebbero le opposizioni. Ma Bersani commenta che il vero dato è la dichiarazione di astensione al voto.  Il 40%. Casini si riporta di nuovo alla necessità di un governo di larga coalizione.

 

A proposito, si è parlato anche di federalismo, di Ici e di valutazioni sulla bontà del federalismo. Bontà loro. Ma il risveglio dall'assopimento postprandiale davanti al televisore dura pochissimo tempo. La sostanza del talk show risponde solo a libere discussioni quasi da bar. La politica non c'entra nulla. E prevale la sonnolenza.



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