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IL GRINTA/ Con i Coen torna il western da Oscar che vuol parlare di giustizia

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Una scena del film Il Grinta (Foto Ansa)  Una scena del film Il Grinta (Foto Ansa)

Forse non c’è un limite netto. Nella pellicola di Hathaway, Mattie otteneva il suo scopo senza macchiarsi di nessuna colpa e il classico finale western, con il “giustiziere” di nome Grinta che si allontana da lei a cavallo sventolando il cappello, chiude il racconto con un happy ending. Qui tutto è diverso. Amaro e rassegnato. Nell’ultima scena, Mattie, ormai adulta, si allontana, da sola e di spalle, verso il proprio destino. Non si volta mai indietro. Non lo fa ora, come non lo aveva fatto, anni prima, dopo aver premuto il grilletto. Va avanti, con coerenza e grande dignità, consapevole che quell’attimo abbia stabilito il senso di ogni sua perdita.

 

Perché Il Grinta non è semplicemente un film sulla necessità del farsi giustizia. I Coen vanno oltre. Ci parlano di perdita intesa come morte, ma soprattutto come privazione di qualche cosa, prezzo da pagare per aver agito a propria difesa. Quella di Mattie è una perdita spirituale. È sola, dopo la scomparsa del padre e per la lontananza dei sue “angeli custodi”. Ma anche fisica, e il suo corpo ne porta segni tangibili. Così evidenti, commoventi e riconoscibili nell’ultima immagine del film.

 

Mattie è tutti noi, giovani uomini e donne di un mondo ferito da crimini lasciati impuniti. “Si deve pagare per tutto in questo mondo. Niente è gratuito, tranne la Grazia di Dio”. Queste sue parole risuonano dure, consapevoli, mai disperate, corollario di un distacco che non è emotivo, ma indispensabile per procedere senza rimpianti. Per trovare giustizia, in qualche modo. Per offrirsi come “custodi” di un passato paterno colpito a morte e ora è un bagaglio da portarsi dietro, da proteggere, da ricordare per andare avanti. Come quelle due bare che - una all’inizio del film, l’altra alla fine - vengono chiuse e caricate da Mattie sul treno, destinazione casa.

 

Questo ci dice che il circolo, come in ogni western che si rispetti, è stato chiuso. Giustizia è stata fatta. Ma a che prezzo? Alla coscienza di ognuno di noi la risposta.



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