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CINEMA/ Qualunquemente e Che bella giornata: due film vincenti grazie al “realismo”

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Antonio Albanese, protagonista di Qualunquemente (Foto Ansa)  Antonio Albanese, protagonista di Qualunquemente (Foto Ansa)

Il più bel film italiano degli ultimi periodi, l’uno. Il più realistico, se diamo ascolto alle cronache, l’altro. Supportati, entrambi, da una non banale dose di risate che è solo una delle chiavi del loro successo. Stiamo parlando di Che bella giornata, con uno spumeggiante Luca Medici, alias Checco Zalone, e di Qualunquemente, con Antonio Albanese.

 

Cos’hanno in comune? Tutto o niente, a dire il vero. Hanno colpito gli italiani al cuore e alla pancia. Hanno conquistato il botteghino - Albanese primo nel box office del fine settimana, mentre Zalone ha sfondato il muro dei 40.000.000 di euro superando addirittura La vita è bella di Benigni. Parlano, ciascuno a proprio modo e in contesti differenti, del nostro Sud.

 

Questa, però, è solo la superficie. Perché, a ben guardare, le ragioni del loro successo sono profonde e si possono cogliere anche rispetto a un filone comico ormai rodato negli anni, un evergreen, quello dei cinepanettoni. Questi ultimi contano su un team di personaggi che non nascono come comici, ma sono comunque rodati. De Sica&Co, unitamente alle varie soubrette del momento, creano una squadra riconosciuta e facilmente riconoscibile dal pubblico, così come la comicità che inventano, che fa ridere in quanto demenziale.

 

Sull’altra barricata sfilano pellicole come Benvenuti al Sud, con Claudio Bisio, La Banda dei Babbi Natale, con Aldo Giovanni e Giacomo, e i nostri Che bella giornata e Qualunquemente. Tutti film che nascono attorno alla figura di un attore che in primis è un comico di professione. È questo a far la differenza? O forse il tipo di comicità?



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