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MAD MEN/ Dal telefilm da "amarcord" una lezione per le fiction italiane

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La serie Mad Men ha debuttato negli Usa nel 2007  La serie Mad Men ha debuttato negli Usa nel 2007

Quello che colpisce è che pur rappresentando senza una sgrammaticatura figure tipiche come i soci di un’agenzia pubblicitaria di Madison Avenue, i figli dei clienti ricchi, le segretarie ambiziose e quelle sciocche, le casalinghe fiere dei loro nuovi elettrodomestici e gli uomini fieri della loro nuova Cadillac, la loro caratterizzazione non scade mai nello stereotipo. La scrittura è talmente abile che puntata dopo puntata ci si trova totalmente coinvolti nella vita dei personaggi così da cominciare a vedere con i loro occhi il dipanarsi del sogno americano agli albori della società dei consumi, per una volta non descritta con i soliti nostrani pregiudizi ma con una lucida capacità di analisi e di racconto.

 

In definitiva, si viene coinvolti in un gigantesco amarcord, si gusta una favolosa madeleine proustiana anche se si è troppo giovani per potersi ricordare qualcosa. E il merito è sicuramente anche della scenografa Amy Wells, di cui si conosce la capacità di passare i weekend setacciando i mercatini dell’usato e comprando modernariato su e-bay.

 

Contrariamente a quanto avviene nella maggior parte delle fiction nostrane, ogni argomento è trattato con un’inconsueta capacità di approfondimento storico, filosofico, psicologico e sociologico che però non è mai pedante o - come già detto - stereotipato. Che si tratti del tema del divorzio, dell’aborto, dell’omosessualità, oppure della fede di una piccola comunità cristiana di Brooklyn e delle aspirazioni a farsi una famiglia, tutto è trattato con molta umanità, si potrebbe dire con una certa pietas anche nei confronti dei personaggi più cinici, come lo erano molti protagonisti dell’advertising d’oltreoceano che ho avuto modo di conoscere personalmente.

 

Senza bisogno di ricorrere ad alcun pistolotto ideologico, ad esempio, viene mostrato come i bambini siano stati, senza pensarci troppo, progressivamente affidati alla baby sitter elettronica (la nascente e onnipresente tv), e come i figli piccoli patiscano poi per sempre la separazione dei genitori obbligati a divorziare per aver vissuto senza riflettere a sufficienza sulle responsabilità del loro contratto matrimoniale.

 

Molto interessante la descrizione del ruolo della donna americana che in qualsiasi ruolo si trovi (madre-moglie-amante) risulta un pilastro di una società molto simile a un alveare fatto di api operaie e di fuchi spesso cinici, vanesi, e - nei momenti cruciali - molto più deboli delle loro femmine. Sarà anche per questo che il pubblico femminile ama particolarmente questa serie.



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