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ZELIG/ Video Mediaset – Il monologo di Leonardo Manera sugli italiani moderni

Nel suo monologo, ieri, a Zelig, Leonardo Manera ha messo in scena l’Italia di oggi, un'Italia triste e disillusa, dove i piccoli riti quotidiani hanno perso il loro antico significato.

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Nel suo monologo, ieri, a Zelig, Leonardo Manera ha messo in scena l’Italia di oggi, un'Italia triste e disillusa, dove i piccoli riti quotidiani hanno perso il loro antico significato.

Un monologo che strappa risate amare, quello di ieri di Leonardo Manera, a Zelig. Il comico riflette sull’Italia di oggi, di quello che è diventata dopo  150 anni, delle sue contraddizioni e delle ambizioni inevase dei suoi cittadini: «150 anni di unità d’Italia hanno creato da nord a sud una vita comune. Che a volte è strana», esordisce. «Svegliarsi la mattina – continua - in una casa che non è proprio la tua casa, è della banca. Che non è proprio una banca: è uno strano organismo, dove se lasci i tuoi soldi ti danno lo 0,50% di interesse, se i soldi li chiedi devi pagare il 6, 7, 8 per cento».

Dalla casa, ai piccoli riti quotidiani, che sono così cambiati nel tempo. «Lui è lei, marito e moglie, fanno colazione con biscotti che non son proprio biscotti. Sono strani intrugli, ricchi di fibre, il cui solo obiettivo è favorire il transito intestinale. Nel 21esimo secolo, la felicità, si raggiunge solo andando a…». E una volta usciti di casa, marito e moglie si trovano in auto, per andare a lavoro su «su strade sempre intasate, tenendo sempre sott’occhio il telefonino, che non è proprio un telefonino: è una protesi contro la solitudine. C’è chi ne ha tre: uno per il lavoro, uno per la famiglia, uno per chiamarsi da solo se nessuno ti sta cercando».

Si arriva a casa la sera, infine, dove ci si dispone intorno a un tavolo che «non è di legno ma di uno strano materiale, che si chiama medio-denso multistrato, che se ci metti sopra delle tarme, muoiono di fame». E dopo cena, «finalmente guardano un po’ di tv, con le feste in Costa Smeralda di Lele Mora. Tutte cose che favoriscono il transito intestinale…»

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