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ANNOZERO/ Da Santoro si parla di Libia e si finisce alla guerra tra destra e sinistra

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Michele Santoro nello studio di Annozero (Foto Ansa)  Michele Santoro nello studio di Annozero (Foto Ansa)

In un contesto così ambiguo e intricato, è più che mai difficile scegliere una linea chiara di comportamento e andare oltre le piccole beghe di casa nostra. Senza accorgersene, sottolineando i ritardi dell’Onu, dei pacifisti, dell’Europa, del governo italiano, Veltroni ha confermato la diagnosi di Strada sulla fretta della sinistra a imbracciare le armi. Gheddafi va abbattuto perché, a differenza di Ben Alì in Tunisia e Mubarak in Egitto, ha cominciato a sparare sui ribelli. E perché amico di Berlusconi. Il quale non parla e non si presenta in Parlamento perché è in imbarazzo…

Pronta la replica di La Russa, il ministro della Difesa apparso paradossalmente meno guerrafondaio di Veltroni, invece più in difficoltà durante i collegamenti con Lampedusa dove la situazione dei profughi rischia di sfuggire di mano alle autorità. Né Sarkozy, né Obama si sono presentati in Parlamento a discutere la risoluzione dell’Onu. Se Berlusconi non parla ora probabilmente è perché si riserva uno spazio diplomatico dopo il cessate il fuoco. Poi, rivolto a Strada, ha detto che oltre la guerra, l’unico spazio possibile di manovra non è il moralismo, bensì la diplomazia e la trattativa. E che l’Italia è il Paese con le maggiori possibilità di dialogo con il governo libico. C’è da sperare che sia davvero così. E che il dialogo superi anche i balbettii di questi ultimi giorni.



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