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PAR CONDICIO/ Perché Pdl e Lega non appoggiano l’alternativa a Santoro & Co?

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Se il mondo della politica è diffidente verso l’informazione televisiva in buona fede, e c’è da dubitarne, allora significa che, come minimo, soffre di paternalismo nei confronti del pubblico. I telespettatori che si cibano quotidianamente di reality show e programmi di gossip, avrebbero invece bisogno della tutela della par condicio, appena si affaccia la politica. Come se lasciato il Grande Fratello o La Vita in diretta, improvvisamente perdessero ogni spirito critico. O come se, appena si comincia a parlare di politica, il telecomando, il più democratico degli strumenti, si rompesse.
Molto più probabile che certa politica voglia mettere il bavaglio all’informazione ostile. Ma qui si apre un altro ragionamento. Nei 17 anni della Seconda Repubblica il centrodestra ha potuto gestire per lunghi tratti anche il servizio pubblico televisivo. Tuttavia, anziché preoccuparsi di far crescere giornalisti e conduttori in grado di proporsi in modo autorevole e credibile come alternativa a Santoro & Co, si è dedicato principalmente a limitarne l’influenza con provvedimenti più o meno censori. Finendo, tra l’altro, anche per danneggiare i conti della Rai che, con Ballarò, Annozero, Porta a Porta, Report eccetera, registra ascolti elevati (in crescita di stagione in stagione) e con la pubblicità incassa molto più di quanto spende. Non sarebbe stato meglio impegnarsi a individuare il famoso “Santoro di destra” da contrapporre a quello che vediamo tutti i giovedì sera su Raidue?
Per fortuna, con il ritorno di Giuliano Ferrara sulla rete ammiraglia della Rai e in un orario di massimo ascolto, qualcosa si sta muovendo. E qualcosa dovrebbe accadere anche con il varo dell’atteso programma di Vittorio Sgarbi. Infine, si potrebbe anche pensare a sostenere meglio L’Ultima parola di Gianluigi Paragone, provandolo in un orario più potabile.
Insomma, i modi per consolidare il pluralismo e rappresentare al meglio tutti gli orientamenti dei telespettatori che pagano il canone non mancano. Ciò che conta è che sia chiaro il criterio: le voci vanno sempre aggiunte, mai diminuite.



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COMMENTI
31/03/2011 - par condicio (giorgio carletti)

Credo che non avrebbero molti ascolti