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AMICI 10/ Mangiarotti: Annalisa merita di vincere un format che dopo dieci anni crea ancora talenti

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Annalisa Scarrone  Annalisa Scarrone

A un certo punto della trasmissione, per la qualità medio bassa di alcuni cantanti, ha prevalso la logica del racconto televisivo. Abbiamo perso per strada Stefan Poole, per mia colpa, madrelingua inglese, insufficiente e sempre in discussione nelle prime settimane del day time, e Giorgia, voce particolare ma interessante, di pancia. Hanno fatto strada, giustamente, Diana e, pericolosamente, Francesca. Io l’ho votata nelle sfide di accesso al serale perché esprimeva energia e vitalità scenica, ma la voce è minima. Pensare che poteva andare in finale al posto di Annalisa o vincere, è follia. Diciamo che mai come quest’anno, da un certo punto in avanti, mi sono trovato in disaccordo sulla deriva emotiva (del pubblico?  tutto da verificare…) del programma. Siccome Amici è un programma tv, trovo sia lecito che vadano avanti cantanti bravi, ma anche personaggi che siano funzionali al racconto. Francesca ha avuto la fortuna di aver come vocal coach Maria Grazia Fontana, che ha fatto un miracolo, ma poi l’ aspetto caratteriale le ha fatto perdere quel minimo di sicurezza che aveva raggiunto. La deriva emotiva si evince dalle dirette e dal montaggio, ma non significa, ovviamente, che il programma sia pilotato. Non esiste, nella vita e nella tv un atteggiamento neutro, Maria è molto attenta ed eventuali sbilanciamenti, ma Annalisa è stata danneggiata dagli slogan di Plati: non arriva. E il pubblico intervistato ripete, senza andare oltre: non arriva (Virginio invece arriva). Da spettatore informato mi arrabbio ma non mi scandalizzo.

 

Anche quest’anno ci sono stati forti litigi tra professori e allievi che hanno attaccato pesantemente gli insegnanti. Credi che sia giusto in un talent che è prima di tutto scuola?

 

Non sono assolutamente d’accordo e non lo sono mai stato. Maria fa bene a proteggere i ragazzi (so che è sempre molto attenta e vicina): sono sempre davanti alle telecamere con i microfoni aperti. Ma certi comportamenti vanno sanzionati e non possono essere tollerati. E non è vero che i ragazzi non lo capiscono. Avevo eliminato, in sfida, il ragazzo americano, Stefan Poole; Giorgia ha commentato la mia decisione con un’espressione pesante.  Maria De Filippi mi ha chiamato per rispondere, anche perché era stato detto che la trasmissione era pilotata (non è vero). Ho fatto un discorso molto duro e civile che i ragazzi hanno capito, al punto che tutti erano diventati molto più educati. Fin troppo per un programma tv….Detto questo, gli scontri fra la Celentano e Cannito sono diseducativi e l’esempio, il rispetto del maestro per il collega e l’allievo, fondamentale. La battuta di reazione si può capire. Ma il ballerino Vito ha insultato e deriso, con volgarità, per una settimana la Celentano  e se l’è cavata con molti sorrisi e poche annoiate scuse. E’ diseducativo, non va bene. La serietà della scuola è un valore di Amici. Come il concetto che per cantare e per ballare devi lavorare, studiare e compiere un percorso duro, nonostante la scorciatoia televisiva.  Altro aspetto positivo di Amici è il far capire ai ragazzi che la musica costa fatica, investimenti e lavoro e che quindi va comprata, pagata, non scaricata illegalmente. Amici ha aiutato l’industria discografica e ha offerto uno spazio importante ai giovani talenti. Per i più piccoli, l’unico.



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