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SAVIANO/ Caso Ruby? Una tristezza. Rivoluzione è fare il proprio mestiere: non entro in politica

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

«Abbiamo deciso che la rifacciamo, c'è la voglia di rifarla», ha detto Fazio. Quando il discorso si è spostato sul caso Ruby e sul premier Berlusconi, Saviano ha parlato della «solitudine», di «un nonno». E ha aggiunto: «Quando ho letto le carte non mi è venuto un senso di nausea ma, se tutto fosse confermato, un sentimento di tristezza, di solitudine per un nonno che si trova in una situazione del genere. Dove è il puritanesimo, il moralismo in tutto questo? C'è voglia di dire che il Paese è altro, il paese sorride, vuole vivere. È tutt'altro che una sessualità che arriva allo scambio, all'estorsione, al racket».

 

Sulla figlia Marina, presidentessa della Mondadori, editrice per cui lavora e che ha pubblicato Gomorra, Saviano ha dichiarato: «Questa contraddizione su di me è diventata pesante perché non ci si può professare editore libero e poi, quando qualcosa non va, darmi addosso, cosa che non è stata fatta con altri autori che pure hanno criticato il governo. L'ho visto come una paura politica da parte di Marina Berlusconi che forse non ha avuto il coraggio di dirmi chiaramente che non sopportava più i miei discorsi».

 



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