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ANNOZERO/ Da Santoro immigrazione e giustizia diventano come Calciopoli

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Marco Travaglio e Michele Santoro (Foto Ansa)  Marco Travaglio e Michele Santoro (Foto Ansa)

Nel frattempo le tifoserie organizzano le coreografie. E la politica si piega solo alle coreografie, così è più difficile affrontare e spiegare anche i problemi. In effetti, la copertina di “Annozero” comincia con dei reportage concitati da Pantelleria, dall’esterno e dall’interno della Camera. «A Pantelleria c’è stata una giornata di vento e una nave non ha potuto attraccare», urla strozzato l’inviato. Poi il parapiglia a Montecitorio, con il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, che si rivolge in modo poco riguardoso al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, e sullo sfondo il vicesegretario del Pd, Gianfranco Franceschini, che lancia anatemi. Ma dopo la copertina si comincia nel salotto di Santoro a parlare... del processo dell’avvocato inglese Mills, con Travaglio che sembra il gran cancelliere di tutti i processi e di tutte le sentenze depositate o non depositate.

Il grande conduttore di “Annozero” riesce a barcamenarsi tra posizioni opposte. Ma è un’impresa ardua, anche per gli stessi “ringraziamenti” che Santoro elargisce a Zavoli e per le “battute” che invece riserva al direttore generale della Rai, Masi. Deve essere una specificità della televisione pubblica italiana. Poi arriva il secondo blocco dell’inviato da Lampedusa. Una riflessione sui problemi dell’immigrazione e la crisi di tutta l’Africa del Nord? Il massimo che riesce a produrre la dialettica di Di Pietro, soprattutto in merito alla visita di Berlusconi a Lampedusa, è questo: «Berlusconi si è comportato come un venditore di tappeti». Il dibattito è molto costruttivo. Santoro lo lascia parlare, ma poi dice di volere un dibattito “senza ideologie” e quindi lascia la parola a un inviato dell’Espresso.



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