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Schwarzenegger farà Terminator 5

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Arnold Schwarzenegger ha deciso di lasciare la politica. E di tornare alla sua passione di sempre, il cinema. Interpreterà, a 63 anni suonati, ancora una volta il cyborg T-800, personaggio tra i più famosi e meglio riusciti della sua carriera cinematografica. Si tratterà del quinto capitolo della saga di Terminator, sul quale le indiscrezioni sono ancora avare di notizie. Pare che dietro la macchina da presa ci potrebbe essere Justin Lin, che si sarebbe conquistato il ruolo grazie agli ultimi episodi di “Fast & Furious”. Rumors, tuttavia, parlano anche dell’ipotesi suggestiva di un ritorno di Cameron, fautore delle prime due pellicole della saga, il seguito della quali non raggiunse un successo altrettanto grande. La data di uscita del film dovrebbe aggirarsi intorno al 2014. L’ex governatore della California sarebbe tentato, tuttavia, anche da altre pellicole: in una sceneggiatura che gli sarebbe stata proposta, dovrebbe interpretare la parte di un colonnello tedesco, Klaus von Ostermann, croce di ferro per la campagna di Russia, al quale le SS danno l’ ordine di uccidere cinquemila prigionieri di guerra Usa detenuti in un campo nazista. In ogni caso, l’addio del 7 volte mister Olympia (detiene il record per aver vinto il maggior numero di competizioni culturistiche al mondo) alla politica è ormai dato per scontato. E pensare che recentemente era provenuta dal suo entourage una voce davvero singolare: Schwarzy, come è noto, avrebbe ambito volentieri alla carica di presidente degli Stati Uniti d’America. Tuttavia, la Costituzione americana prevede l’ineleggibilità per chi non è nato sul suolo Usa. L’attore e politico nacque, infatti, nel villaggio di Thal in Austria, Ecco allora, la trovata: perché non correre per la carica di presidente dell’Europa? Del resto, è molto più famoso e amato dell’attuale presidente, Herman Van Rompuy. Quindi, semplicemente, si era chiesto: “Perché no?”. A quanto aveva riferito il suo Secondo il suo ex capo di gabinetto, Terry Tamminen, «nei prossimi anni l'Unione europea dovrà trovarsi un presidente di più ampio respiro, qualcuno che sia in grado di unificare l'Europa». 



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