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UN GIORNO DA PECORA/ Video, Lele Mora: le intercettazioni? Sono tutte fregnacce

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Lele Mora  Lele Mora

LELE MORA A UN GIORNO DA PECORA - Lele Mora, ospite di Un giorno da pecora, ha detto la sua sulle intercettazioni in base alle quali è indagato per induzione e favoreggiamento della prostituzione.

Lele Mora, come è ormai noto, è indagato, assieme al consigliere della regione Lombardia Nicole Minetti e al direttore del Tg4 Emilio Fede, per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, nell’ambito del caso Ruby. Avrebbe procurato nel tempo, assieme agli altri due indagati, svariate ragazze al premier Berlusconi, con il quale queste avrebbero avuto rapporti in cambio di denaro, oggetti, utilità di vario tipo o preziosi. La maggior parte delle accuse si basano sulle intercettazioni ordinate dalla procura di Milano che, oltre agli indagati e a Berlusconi, hanno "spiato" decine e decine di altri personaggi.

E, proprio sulle intercettazioni, il manager dei vip, intervistato dalla trasmissione di Radio Due, Un Giorno da pecora, dice la sua, definendole «tutte fregnacce». Gli chiedono i conduttori: «Da alcune telefonate intercettate sembrerebbe che lei dia della prostituta a Ruby, lo conferma?». Mora nega: «No, dovete credermi, è sbagliato quello che hanno trascritto». E aggiunge: «non mi permetterei mai». Quando gli viene chiesto se è vero che sapesse che Ruby era stata definita la nipote di Mubarak, taglia corto: «Le intercettazioni telefoniche? E che, leggo tutte quelle fregnacce?».

Sulla vicenda, poi, del prestito concessogli da Berlusconi, chiarisce: «Parte di quei 3 milioni di euro, li ho restituiti ad Emilio Fede che me li aveva prestati, 800 mila euro». Lo incalza il conduttore: «Ora però deve dare 3 milioni di euro al Premier: come farà? Chiederà un prestito a Fede? ». Replica Lele Mora:  «Li restituirò quando potrò».

 

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