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DYLAN DOG/ Un film capace di distruggere la "bellezza" della paura

Una scena del film Dylan Dog (Foto Ansa) Una scena del film Dylan Dog (Foto Ansa)

L’unico modo per tentare di vedere il film senza scandalizzarsi è non avere mai letto Dylan Dog, oppure considerare questa trasposizione alla stregua di una parodia dei cliché horror: i modelli più vicini, infatti, vanno cercati nelle saghe vampiresche giovanili, dalla trilogia di Underworld alla serie tv Buffy - L’ammazzavampiri, fino ai romanzi di Laurell K. Hamilton. E anche così, la sceneggiatura è piena di buchi come uno scolapasta, i dialoghi non sono degni di essere ricordati e gli effetti speciali fanno ridere.

E se vi state chiedendo perché l’adattamento del fumetto non l’abbiamo fatto noi, sappiate che Hollywood ha preso i diritti quindici anni fa, quando ancora non si poteva prevedere il successo dei cinecomics e l’Italia non aveva i mezzi per produrlo. La domanda è: se fossero nostri, i diritti, vedremmo mai l’investigatore dell’incubo sullo schermo? Mah. In ogni caso, se qualcuno non ha familiarità con Dylan Dog ed è curioso di conoscerne la storia, meglio che si rifugi nella carta stampata.

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