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ANNOZERO/ Santoro dirige "Tre passi nel delirio", in cui Lele Mora diventa politologo

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Lele Mora  Lele Mora

Ma è un giornalista, dice Santoro, "No è un ragazzotto" ribatte Stracquadanio. C'è subito aria di rissa anche tra Stracquadanio e Travaglio. La trasmissione insomma ripete all'infinito se stessa. Si discute, in punta di diritto (si fa per dire) sull'attribuzione delle competenze e quindi su Procura di Milano e Tribunale dei ministri.
Insomma compare il problema dei "conflitti di attribuzione", concetto popolarissimo al grande pubblico televisivo, come è ben noto. Anche se piuttosto che il linguaggio dei giuristi si usa quello del bar: "Ma chi se ne frega !", dice a un certo punto il conduttore. Compare sul banco degli accusatori anche uno degli antiberlusconiani storici, il giornalista di "La Repubblica", Giovanni Valentini che argomenta anche lui a sproposito. Si va avanti con botta e riposta, con Stracquadanio in veste di "guerrigliero" che spezza tutti i tempi della trasmissione. Interviene Belpietro che riparte da una logica politica e da un altrettanto discorso logico. Ma non evita un piccolo battibecco con la "pasionaria" Bindi, che risponde con citazioni e con un attacco a Stracquadanio. 
Alle dieci di sera siamo già al delirio, ma non si tratta di "Tre passi nel delirio", ma solo delirio puro. Interviene da Milano anche il "nuovo Montanelli", il giornalista del Corriere della Sera, Gianantonio Stella, fulgido esempio al contrario di equilibrio storico e politico in questa Italia contemporanea. Stracquadanio lo becca subito con una interruzione. Stella si ammoscia un pochino e racconta episodi inconsistenti. 
Viene intervistato un fine politologo, Lele Mora. Si parla dell'enciclopedia di presunte escort. Reinterviene la Bindi per collegarsi a Stella e parla di altro. Stracquadanio riesce con abilità a scassare tutta la trasmissione e si perde il filo del discorso. Rullo di tamburi. Arriva Travaglio. Impossibile commentarlo. Solo Stracquadanio gli dà del manipolatore. Finisce a tricche e ballacche. Una volta c'era un bel film "I duellanti" di Ridely Scott, preso da racconto di Konrad. Ora abbiamo "I deliranti" di "Annozero" con la regia di Michele Santoro.



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