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ANNOZERO/ Santoro fa festa e l’Italia resta "al buio"

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Ma dagli Stati Uniti arriva la voce di Vittorio Zucconi e prima si scivola sull’affaire Dominique Strauss Kahn, che è tornato in libertà per una cifra di sei milioni di dollari, per poi tornare al “non paragonabile caso” del premier italiano. Secondo Zucconi si può parlare di “viale del tramonto” per Berlusconi e condivide l’analisi di Paolo Mieli.

Dopo il lungo proemio, si ritorna al “quadro” dei rifiuti a Napoli. Ricomincia la concitazione. Al Gore osserva annichilito. Feltri sostiene che “qualche cosa non funziona a Napoli”. Mentana dice che di fronte ai problemi di Napoli, Berlusconi si è dimostrato “impotente” e quindi diventa “perdente”. Mieli: “Nel Paese c’è voglia di essere ascoltati, in un gioco impazzito che dura da troppi
anni”. E ripete: “Il tempo di Berlusconi è finito”. Il problema è fare attenzione, secondo Mieli, a che “si eviti il tempo della violenza”. Poi Mieli conclude: “Se Milano cade e Berlusconi è saggio, si va verso un nuovo governo”.

In tutti i casi c’è un fatto clamoroso che si nota, è sparito il caso Ruby e invece si profila una sorta di guerra mediatica, dove sullo sfondo compare anche Rupert Murdoch e la sua Sky. Quindi si ritorna al vecchio “conflitto d’interessi” dove Berlusconi calpesta tutti i crismi della libera informazione. Ma la sostanza sarebbe il business del digitale terrestre dove Murdoch e Berlusconi entrano in concorrenza. E qui può rivelarsi qualsiasi scenario. Il ragionamento appare troppo sofisticato e molto differente dalle “sparatorie” a cui è abituato Annozero. Ma, nel saliscendi continuo della trasmissione, arriva il “memento travagliesco”.

Il guru parte da Strauss Kahn, ma poi fa tutta una metafora con le vicende berlusconiane, che sembra una lunga barzelletta dal sapore falso goliardico. Per fortuna che Santoro aveva presentato la “travagliata” come una delle storielle più divertenti dell’anno. Il caso Ruby rispunta, ma solo di
striscio. Si discute un po’ a vanvera su sistema giudiziario americano e italiano. La sensazione è che in questi giorni di attesa per il ballottaggio a Milano si sprechino analisi a casaccio. Si aspetta solo il risultato.

La sensazione è che nessuno abbia ancora compreso che l’Italia, comunque sia il risultato di Milano, abbia scoperto di essere nel più profondo buio politico. Nemmeno Annozero lo ha compreso.



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