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MR BEAVER/ Un film sul "muro" di chi soffre perché ha bisogno di essere amato

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Mel Gibson in una scena di Mr Beaver  Mel Gibson in una scena di Mr Beaver

Norah, compagna di scuola e complice di Porter, che ha eretto un muro oltre il quale vivere da sola il dolore per la morte del fratello. È l’unione tra questi due ragazzi a rappresentare la speranza in un futuro più semplice. Tra loro c’è quello che manca tra Walker e Meredith, ovvero la voglia di sfondare la barriera di solitudine. Porter vede in Norah molto altro rispetto a quello che lei mostra. Vede sofferenza, lacrime, emozioni che potrebbero trovare il giusto senso se solo lei volesse usare il suo talento per comunicarle. Per liberarsi, sbloccare il dolore che la attanaglia e dire a tutti, con il linguaggio che le è più familiare - quello dei graffiti - che cosa le fa male.

È grazie a Porter che Norah capisce che non si è mai soli. È uno scambio di vita ed emozioni quello tra i due ragazzi che permette anche a Porter di risvegliarsi dal pericoloso torpore in cui stava cadendo. Si sentiva solo nel dover affrontare la malattia del padre. Lui, che vive nel terrore di aver accolto la propensione familiare a soffrire di depressione al punto da far di tutto per cancellare le somiglianze con Walker e a fare della sua capacità di imitare gli altri il proprio talento.

È questo il suo dono: entrare nella testa altrui, coglierne l’essenza e trasformare tutto ciò in un “lavoro”, ovvero scrivere tesine scolastiche a pagamento. Alla fine, allora, Porter e Walker sono diversi? Porter rinnega se stesso e imita gli altri, Walker si nasconde dietro la voce di un castoro. Perché è questo Mr. Beaver, una maschera attraverso cui Walker torna ad essere un vincente, ciò di cui ha bisogno per affrontare la vita, il mezzo attraverso cui esprimere il proprio talento. Una modalità salvifica, certo, ma insana, perché il distacco di cui lui aveva bisogno per affrontare la sua quotidianità diventa la fessura in cui si insinua l’alterego Beaver, mentre invece Walker avrebbe dovuto avere il coraggio di esprimere se stesso senza una maschera.

Sia Porter che Walker hanno perduto qualche cosa. Pegno, questo, per non aver avuto la forza di essere se stessi sin dall’inizio. Ma forse è questo, ci dice la Foster, la strada necessaria per trovare un nuovo inizio.



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