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In the market, il film horror di Lombardi. La trama

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Una scena del film  Una scena del film

Uscirà il 5 agosto 2011 il film horror italiano da cardiopalma, In the market. Si tratta di una pellicola a metà tra lo splatter e il thriller, che segue  il fortunato filone di The Hostel e Saw. Diretto dal regista nostrano Lorenzo Lombardi, (secondo alcuni l'erede di Dario Argento) è interpretato da Ottaviano Blitch, Marco Martini, Elisa Sensi, Rossella Caiani, Eleonora Stagi, Gloria Coco, Massimiliano Vado, Claudio Bellanti, Alessandra Maravia e Silvano Granci. La pellicola ha suscitato il plauso della critica e vinto diversi premi cinematografici, tra cui la Palma d’Oro all’ultimo Mexico International Film Festival. L’autore si sarebbe ispirato a fatti realmente accaduti. Siamo nell’estate del 2005. Un gruppo di ragazzi, David, Sarah e Nicole, partono per un viaggio all’insegna dell’imprevisto, dove non vi è nulla di prestabilito o pianificato, salvo il concerto della rock-band preferita, i GTO. Tuttavia, accade qualcosa che, di certo, non si spettavano. Scampano ad una rapina e rimangono senza averi. Cercano un posto dove poter avvisare le forze dell’ordine, ma trovano un telefono isolato. Proseguendo nel cammino, si imbattono in un market. Lì, decidono di trascorrere la notte. Non hanno idea di cosa li attende. Il proprietario, personaggio dotato di estrema intelligenza, obbligato a interrompere gli studi di antropologia per seguire il market di famiglia, è solito macellare la carne. Anche quella umana. Il regista, giovanissimo – classe ’86 – è già considerato una promessa dell’horror italiano. Al suo attivo ha già diversi cortometraggi e la fondazione di una casa di produzione, la Whiterose Pictures. Tra i suoi ispiratori, come lui stesso ha ammesso, in occasione dei premi "Miglior Regia" e "Miglior Effetti Speciali" ricevuti al "Kardiopalmo thriller horror cine festival" di Torino. anzitutto Quentin Tarntino. «Adoro lo stile di Tarantino – ha spiegato -, forgiato su altrettanti stili e commistioni di generi. Mi ispiro molto a lui, perché mi piace infinitamente come lavora. A me affascina l’idea di regista/autore e lui la racchiude in pieno, curando maniacalmente tutte le fasi del film: dalla sceneggiatura alla produzione, dalla post-produzione al marketing». Il regista lamenta la mancanza di investimenti in Italia per un genere che, sebbene sarà pur sempre battuto dalla commedia, accessibile ad un pubblico più vasto, ha comunque i propri estimatori.



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