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PIRATI DEI CARAIBI/ Oltre i confini del mare il film che perde la bussola sul bene e il male

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Johnny Deep e Penelope Cruz (Foto: ANSA)  Johnny Deep e Penelope Cruz (Foto: ANSA)

In realtà, in questo quarto episodio siamo in un mondo dai toni marcatamente dark e crudeli, dove le belle sirene mangiano i marinai, Barbanera brucia e massacra senza batter ciglio e mai si redime, nemmeno in punto di morte. I bambini potrebbero fare un salto sulla poltrona più di una volta, ma anche agli adulti resta un po’ di amaro in bocca.

I personaggi sono tutti così intriganti e doppiogiochisti che è difficile capire cosa vogliano davvero. Manca una riflessione sul significato simbolico della fonte, una chiara visione del bene e del male e un approfondimento psicologico dei personaggi.

È un film di rocambolesche avventure per mare, ma senza un respiro epico. Sembra piuttosto un giocattolone spettacolare, una scatola magica con cui intrattenersi per un paio d’ore, anche se si ride meno del solito. Jack Sparrow non è cambiato, ha sempre i rasta, le movenze effeminate e la sua proverbiale irriverenza, ma non sprigiona più una verve irresistibile, sembra a corto di battute e non riesce a “mangiarsi la scena” come in passato. Alla fin fine, tuttavia, si dimostra l’unico pirata ad avere un cuore e persino una certa saggezza, nonostante i suoi magheggi e le sue follie. E questo è consolante.

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COMMENTI
26/05/2011 - se non c'è un giudizio...(3) (Simone Perotti)

ma a parte la sirenetta di Walt Disney mi risulta che in miti e leggende (uno su tutti l’Odissea, mai sentito nominare?) le sirene non abbiano avuto una fama diversa. Altro punto interessante sono due battute del missionario: la prima quando dice a Barbanera che lui in realtà è solo terrorizzato dal giudizio che lo attende, per questo cerca di allungarsi la vita. L’altra è la risposta che da a Sparrow, quando gli chiede, in caso dovesse succedergli qualcosa, come sistemare le cose per il “trapasso” e il missionario sorridendo gli dice che non esistono scappatoie, l’unica strada si chiama conversione. Altro che aver perso la bussola tra bene e male! Mi sembra che qui le idee siano molto chiare! Certo, se escludiamo tutti i riferimenti al cristianesimo fatti in questo film allora sono d’accordo: non vengono dati giudizi, non c’è distinzione fra bene e male, i personaggi non hanno questa grande profondità e il cattivo che fa il Cattivo invece che fare il “complessato incompreso” traumatizza i bambini…

 
26/05/2011 - se non c'è un giudizio...(2) (Simone Perotti)

, insomma, un vero cattivo, non un semplice antagonista. I due re (inglese e spagnolo) non sono in semplice competizione: re Giorgio (inglese) infatti non può sopportare che “uno sporco cattolico” (come definisce il re spagnolo) possa fare qualcosa in più di lui. Il colpo di scena è lasciato alla fine, quando tutti arrivano alla fonte della giovinezza. Qui è doveroso aprire una parentesi su un’immagine molto significativa: arrivano alla fonte della vita eterna un’oasi bellissima, acqua limpida e attraente, ma circondata da mucchi di scheletri umani: è una rappresentazione bellissima dell’inganno delle seduzioni di Satana, il voler ottenere la vita eterna tramite rituali magici (pagani) e non tramite Cristo. Infatti il rituale prevede che ci sia una vittima alla quale rubare gli anni di vita. E proprio qui, mentre inglesi (capeggiati da Barbossa) e pirati di Barbanera si battono interviene il re cattolico con il suo esercito. Tutti si fermano, lui impugna i calici li butta a terra e li calpesta dicendo: “State qui ad ammazzarvi per cercare di ottenere la vita eterna, quando l’unica via per averla è alla portata di tutti ed è la fede”. poi rivolto ai suoi “Distruggete questo tempio pagano”. Scusate, ma se questo non è un giudizio chiaro sulla fonte della giovinezza ditemi voi quale dovrebbe esserlo! Si può essere d’accordo o meno con questo giudizio, ma dire che non lo è mi pare un po’ eccessivo. Poi sembra creare scandalo il fatto che le sirene mangiano gli uomini,..CONTINUA2

 
26/05/2011 - se non c'è un giudizio... (Simone Perotti)

Vi leggo ogni giorno con molto piacere, ma l'articolo di oggi riguardo al film "i pirati dei caraibi:oltre i confini del mare" mi ha lasciato un po' contrariato. Così (dato che vado al cinema si e no 3 volte l'anno), vorrei commentarlo. Mi trovo d’accordo con la parte iniziale dove si dice che il film rispetto ai primi tre è più semplice. Dovuto anche al fatto che ci sono meno personaggi e molti sono già conosciuti. Non sono assolutamente d’accordo,però, con la seconda parte, dove si dice (cito) “Manca una riflessione sul significato simbolico della fonte, una chiara visione del bene e del male e un approfondimento psicologico dei personaggi”. Riporto alcuni passaggi che secondo me rispondono a questa affermazione. Per cominciare, nell’articolo non si dice perché la figlia di Barbanera vuole arrivare alla fonte: ella vuole andare per donare gli anni della sua vita a suo padre, nella speranza che egli possa avere il tempo per pentirsi delle sue azioni, altrimenti, se morisse impenitente, la sua anima sarebbe destinata alla dannazione eterna. Impedisce a suo padre di uccidere il missionario e lo implora di non compiere altri delitti o se essi devono avvenire che almeno non avvengano per mano sua. Barbanera è un cattivo, ma un cattivo particolare: si è schierato dalla parte del demonio, pratica la magia nera (il vascello mosso dalla magia, persone rese zombie, bambole voodoo) ..CONTINUA1..