BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

13 ASSASSINI/ Un viaggio nel Giappone dei Samurai verso la zona oscura dell’uomo

Pubblicazione:

Una scena del film 13 assassini  Una scena del film 13 assassini

C’è chi ha individuato in questa netta divisione tra prima e seconda parte il volere di Miike di dimezzare idealmente in due capitoli ben distinti la sua pellicola. La sensazione che si respira è quella della battaglia finale (della durata epica di 60 minuti circa) che sembra divorare minuto dopo minuto il primo tempo, come se volesse erodere frame dopo frame lo spazio lasciato alla parola. Miike orchestra l’ora finale con grande ritmo, ma eliminando l’epica dei samurai, descrivendo queste figure eroiche nella maniera più umana possibile (idea amplificata tra l’altro proprio dall’ambientazione fangosa), dipingendoli addirittura con dei tratti psicotici che demistificano l’aura mitica della loro tipica figura.

Miike continua poi il discorso tutto personale sulla violenza, allontanandosi dalla sua filmografia precedente (anche se la struttura del film ricorda quella di un suo altro capolavoro, Audition) e trasformando il fuori campo nell’area oscura e nascosta in cui avvengono le violenze, ritagliandosi solo pochi momenti di follia puramente miikiana, sempre e comunque coerente con lo spirito del racconto (vedi la donna senza arti).

Sostenuto da una grossa produzione (a capo del progetto c’è lo stesso produttore del Premio Oscar Departures), Miike conferma il suo talento registico con un film sontuoso e oscuro, raffinato e ruvido, arido e fangoso.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.