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FOUR LIONS/ Risate e inquietudine in un film sulle battaglie senza senso

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Una scena del film Four Lions (Foto Ansa)  Una scena del film Four Lions (Foto Ansa)

Mentre le sale italiane sono invase dal seguito di Una notte da leoni, altri quattro leoni vi hanno fatto ingresso da poco. Avranno molti meno spettatori, ma sono altrettanto divertenti e vivono (dis)avventure altrettanto tragicomiche. Si tratta di quattro aspiranti terroristi islamici sprovveduti e imbranati, protagonisti di Four Lions, sorprendente debutto alla regia dell’inglese Chris Morris.

Un film che si propone di far ridere sui temi che più in assoluto creano angoscia e sgomento nel mondo occidentale, soprattutto dopo l’11 settembre, e destinato a creare polemica ancora prima della sua uscita, come dimostra il tentato boicottaggio da parte delle famiglie delle vittime degli attentati di Londra.

Basta però guardare pochi minuti della pellicola per accorgersi che Chris Morris ha portato a termine quella che sembrava una missione impossibile nella maniera più intelligente. La satira, qualunque sia il suo mezzo espressivo, ha ad oggetto gli aspetti della società più attuali e allo stesso tempo controversi, ma si può discutere su quale sia il limite, dove fermarsi. Four Lions va a toccare quello che più di tutti è il nervo scoperto della società occidentale odierna con un umorismo a tratti surreale e dal tocco leggero, senza mai travalicare i limiti del buon gusto e soprattutto senza offendere nessuna cultura e religione.

Mentre in un appartamento della periferia londinese prende forma il folle piano di organizzare un attentato durante una maratona benefica, i caratteri dei protagonisti e le dinamiche che si instaurano tra di loro vengono delineati in maniera così acuta e coinvolgente che è possibile, anche se per pochissimo, dimenticarsi del contesto. Gli improbabili kamikaze del film di Morris sono buffi, ingenui, quasi teneri, soprattutto molto confusi, e non è difficile trovarsi a simpatizzare con loro, nonostante ciò provochi nello spettatore un sottile senso di inquietudine. Emblematico è il personaggio di Barry, unico bianco del gruppo che, convertitosi all’Islam, non desiste dalla folle idea di colpire una moschea per suscitare reazioni forti da parte dei fedeli.



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