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CARS 2/ Due marce "inutili" per fuggire dall'ansia da sequel della Pixar

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Una scena di Cars 2 (Foto Ansa)  Una scena di Cars 2 (Foto Ansa)

Cars - Motori ruggenti è sempre stata la pecora nera della Pixar. A fianco di film come Up, Ratatouille, Wall-e e della trilogia di Toy story, il film con protagoniste le automobili non è mai riuscito a conquistare del tutto il cuore degli estimatori della casa di produzione di Emeryville. Che poi è vero, il film non era granché, ma vinceva almeno una grande sfida: rendere credibile una pellicola con dei veicoli parlanti.

All'uscita di Up, la Pixar era stata chiara: nei prossimi due anni vi beccate solo dei sequel. Certo, poi ci siamo trovati davanti al bellissimo Toy story 3 e ci siamo detti: se tutti i sequel fossero così, andate avanti per i prossimi dieci anni! Insomma, qualche speranza l'avevamo nei confronti di questo Cars 2, nonostante le insistenze nemmeno troppo velate della Disney di mettere in cantiere questo sequel solo per esigenze commerciali, visto che è il brand di maggiore successo della Pixar (grazie alle cifre astronomiche incassate dal merchandising).

Insomma, avevamo fiducia nel fatto che avrebbero tentato di alzare il tiro rispetto al primo episodio, penalizzato da una storia funzionale, ma un po’ troppo semplice. Come ben sottolineava Ilenia Provenzi nella sua recensione, nonostante il film risulti essere divertente, tecnicamente perfetto e ricco di sequenze d’azione, qualcosa sembra incepparsi, e quel qualcosa sono le emozioni.

Nonostante questo, Cars 2 rappresenta comunque un passo avanti rispetto al suo predecessore, a conferma del fatto che, anche se la Pixar si adagia sulla bambagia del sequel, cerca sempre nuove strade volte al miglioramento. E quindi Cars 2, pur senza darlo a vedere, subisce almeno due grandi cambiamenti rispetto al primo capitolo della serie, cambiamenti che giovano notevolmente al film, il quale ne guadagna in ritmo ed empatia con i protagonisti.

E il primo cambiamento travolge proprio il protagonista: se la star di Cars era il supervelocissimo Saetta McQuinn, nel secondo episodio della serie il protagonista diventa a sorpresa Cricchetto, lo sfigatissimo aiutante e amico dell’auto da corsa color del fuoco. Questo cambio di guardia è meno banale di quello che potrebbe sembrare, visto che i bambini apprezzano un personaggio positivo ed eroico come Saetta McQuinn (non è un caso che il merchandising del film investa principalmente la sua figura).



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COMMENTI
28/07/2011 - Come al solito (Sabatini Nicola)

Mi spiace molto che Cars venga considerato sempre il film peggiore della pixar (anche se sicuramente è meglio di Bugs life). Da padre di tre bambini e perciò da assiduo spettatore dei film pixar, non posso non rilevare come Cars 1 invece si mostri come uno dei migliori prodotti a livello di storia realizzati dalla casa californiana. Lo ritenevo anche io un po' banalotto, ma poi ho scoperto che cisognerebbe mettersi nell'ottica dei bambini quando si giudica questo film, e soprattutto bisognerebbe guardarlo più di una volta con attenzione per scoprire che nella sua disarmante semplicità, nella delicatezza con cui tratta certi temi per i bambini immediatissimi, Cars 1 è il più diretto e comprensibile prodotto pixar per un pubblico di under 10. Per capirlo meglio bisognerebbe anche ascoltare bene il commento di Lasseter al film: come gli è venuta l'idea, che cosa stava vivendo in quel momento ecc. Lo stesso non si può dire per Cars 2: per i bambini è abbastanza incomprensibile la storia, e questo è un grande peccato, ma soprattutto le parti che accennano a una qualche pregnanza di significato sono trattate in modo troppo superficiale e affrettato, a differenza del primo, che gioca tutto sul cambiamento del protagonista saetta. In cars 2 nessuno "cambia" radicalmente come nel primo e questo lo rende divertente per gli sketch e l'intreccio, ma in fondo un po' noioso nel suo complesso. Forse perché manca una figura importante in gran parte della produzione Pixar: l'adulto/padre.