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CINEMA/ Dal felici e contenti al realismo, la parabola delle fiabe che fa “volare” i ragazzi

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Una scena del film Up (Foto Ansa)  Una scena del film Up (Foto Ansa)

Trasformare la cose è una magia, consumarle o comprarle è solo un atto vuoto che alla lunga non dà molta soddisfazione. E poi i bambini giocano davvero con qualsiasi cosa, inventano mondi sulle tovagliette dei ristoranti, le epiche avventure di due forchette di plastica, le tristi storie di una mollettina spaiata... bisogna solo sedersi lì a guardare.

 

Com’è scrivere sceneggiature per gli spettacoli teatrali rivolti ai più piccoli? Quali sono le differenze fondamentali tra la scrittura rivolta ai ragazzi da quella per gli adulti?

 

Le risate in un prodotto per bambini sono fondamentali, ma un bambino ride per cose molto diverse da quelle che divertono un adulto. L’ironia dei grandi, per i bambini spesso è solo triste. I personaggi pasticcioni, i golosi, i mingherlini, quelli che sbagliano le parole, sono i loro preferiti. Gli eroi invece devono essere più scaltri che forti, risolvere i conflitti con l’intelligenza e l’agilità e non con la prepotenza fisica e la prevaricazione. C’è sempre bisogno di una figura positiva di riferimento, meglio se bizzarra e divertente ma comunque adulta. Con un senso della libertà che non sia caotico come quello di un bambino, ma conciliato con il principio di realtà e, quindi, un modello per diventare grandi. Grandi uomini e grandi donne.

 

E per quanto riguarda i prodotti cinematografici?

 

Nel cinema l’umorismo può essere affidato anche agli attori, la creazione della tensione, della paura può essere affidata al regista. Certo, con una brutta sceneggiatura non c’è interpretazione o regia che tenga, ma in un romanzo sei solo davanti alla pagina bianca. Non ci sono scuse.

 

In base alla sua esperienza, quali sono secondo lei i punti di forza dei prodotti firmati Disney?

 

L’Accademia Disney è un centro di formazione permanente dove si susseguono corsi di sceneggiatura e illustrazione e seminari di approfondimento sulle nuove tecnologie. Nell’aula dedicata al mitico Pippo ho conosciuto il mio maestro di sceneggiatura del fumetto, Riccardo Secchi, da cui ho imparato a far parlare le nuvole, e i miei compagni di corso che sono stati e sono ancora oggi interlocutori importanti e stimolanti per il mio lavoro.

 

A suo parere, com’è cambiata la produzione Disney dopo la fusione con la Pixar? Che cosa ha portato in più quest’ultima?

 

La verità è che non saprei che cosa rispondere, preferisco andare al cinema a guardarmi l’ultimo film di Pete Docter.

 

Qual è uno degli ultimi prodotti Disney-Pixar che le è piaciuto di più? Perché?



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COMMENTI
07/07/2011 - L'Elisir di lunga Vita (Angelomaria Capoccia)

So che non basta, ma mi presento come uno pseudo ricercatore". Da molti anni ormai, sto lavorando ad un programma per "costruire" uno prototipo umano non più soggetto agli effetti dell'età: l'Uomo senza età. Naturalmente,accetto qualsiasi critica. Se però anche fosse, come si fa a stabilire che il prototipo in oggetto, non invecchi più? Certamente, bisognerebbe aspettare decine di anni? No, e poi avrebbe il sapore della solita bufala. Ma esaminiamo un giovane prima di invecchiare. Se lo curiamo secondo il programma, questi non invecchia più. Se inmvece prendiamo in esame un anziano generico, e pure lo curiamo con la stessa Medicina, dovremmo ottenere subito l'inizio di un certo ringiovanimento. E allora, c'è qualcuno che vuole informarsi? AQ