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CINEMA/ Dal felici e contenti al realismo, la parabola delle fiabe che fa “volare” i ragazzi

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Una scena del film Up (Foto Ansa)  Una scena del film Up (Foto Ansa)

Up. Perché è poetico, divertente e coraggioso. Affronta tematiche profonde con la leggerezza di tutti quei palloncini in volo verso un sogno dimenticato. L’amore, nei film per bambini è stato per molto tempo solo quello fra principi e principesse. Ha sempre avuto qualcosa di fiabesco e, per questo, necessariamente illusorio. Qui si parla di un amore vero, lontano dai castelli e dai balli di gala, fatto di salvadanai dove raccogliere i risparmi, di intrepidi progetti di coppia e di un grande lutto quello di un bambino desiderato e mai nato. E, soprattutto, si parla della fine di un amore, con la morte della moglie del protagonista. Insomma, l’impossibilità di un lieto fine è la premessa, eppure nessuno esce triste dalla sala cinematografica.

 

Secondo lei, perché?

 

Perché in questo film c’è qualcosa di più prezioso di tutti quelli che vissero felici e contenti, in un tempo remoto e lontano tra arcobaleni e coretti pirotecnici. Ci sono quelli che vivono felici e contenti, con qualche chilo in più, qualche anno di troppo, in un mondo imperfetto di cui si può anche ridere. Questo genere di scrittura rimane il mio agognato traguardo.

 

Ci parla del suo ultimo libro di Leila Blue? Come è nata questa saga?

 

è nata da una lista dei desideri. Mi sono chiesta che cosa desideravo quando avevo 10 anni, come Leila all’inizio della sua avventura. Io volevo volare, parlare con gli animali e suonare l’arpa. Così ho inventato un personaggio che potesse avverare i miei desideri... e ho conosciuto Leila Blue, la strega più disordinata della storia. Ho capito subito che era una di quelle ragazzine che hanno un sacco di cose da raccontare, anche se fanno finta di essere timide. Così le ho dato spazio e dopo il primo libro ne è venuto un altro e poi un altro. è riuscita a coinvolgermi nella sua mirabolante lotta contro le streghe cattive per quattro volumi. Ora sto lavorando al quinto e Leila mi sembra ancora piena di energie!

 

Vedremo mai il cartone animato tratto dal romanzo?

 

Magari! Per me sarebbe un altro sogno che si realizza...

 

(Ilenia Provenzi)



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COMMENTI
07/07/2011 - L'Elisir di lunga Vita (Angelomaria Capoccia)

So che non basta, ma mi presento come uno pseudo ricercatore". Da molti anni ormai, sto lavorando ad un programma per "costruire" uno prototipo umano non più soggetto agli effetti dell'età: l'Uomo senza età. Naturalmente,accetto qualsiasi critica. Se però anche fosse, come si fa a stabilire che il prototipo in oggetto, non invecchi più? Certamente, bisognerebbe aspettare decine di anni? No, e poi avrebbe il sapore della solita bufala. Ma esaminiamo un giovane prima di invecchiare. Se lo curiamo secondo il programma, questi non invecchia più. Se inmvece prendiamo in esame un anziano generico, e pure lo curiamo con la stessa Medicina, dovremmo ottenere subito l'inizio di un certo ringiovanimento. E allora, c'è qualcuno che vuole informarsi? AQ