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BASILICATA COAST TO COAST/ Un "futile" viaggio da rivedere per una nuova caccia alla verità

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I protagonisti di Basilicata coast to coast (Foto Ansa)  I protagonisti di Basilicata coast to coast (Foto Ansa)

Un cuore spezzato, una vita a metà, che ritrova senso anche nei compagni di viaggio. Ognuno di loro ha un vuoto. Anche Tropea (Giovanna Mezzogiorno), che, seppur figlia di un onorevole, lavora come giornalista per un piccolo giornale parrocchiale. Vittima di un senso di inadeguatezza, fastidio ed estraneità verso le circostanze cui è costretta, quello che le manca è la spontaneità di sorridere alla vita, cogliendone il lato imprevedibile che si può nascondere nell’arcobaleno che il dolce Franco le regala con un gesto. È così che Tropea, Salvatore, Franco, Rocco e Nicola si spogliano di tutto. Delle loro vecchie esistenze, fatte di un poco di menzogna, per abbracciare il senso di novità.

Tutto sembra complicato, inutile e folle, da principio. Ma quella scena iniziale in cui Nicola rimprovera i suoi alunni, che, studenti di un liceo artistico, snobbano la matematica ritenendola insignificante, ci dice il contrario. Come il loro viaggio. Forse è futile, ma se non servirà loro a capire chi siano realmente e dove stiano andando nella vita, quanto meno li aiuterà a realizzare chi effettivamente non sono.

Bellissima la scena finale. Ogni dubbio si scioglie al suono della pioggia e del jazz in una piazza vuota, ma colma di poesia alla luce di un nuovo giorno. Ciascuno di loro riscopre la propria verità. E la scintilla che non brillava all’inizio del viaggio ora è accesa e vitale.

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