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MONTE CARLO/ Una principesca "favola" estiva che evita il facile moralismo

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Una scena del film Monte Carlo  Una scena del film Monte Carlo

Può sembrare la classica commedia degli equivoci ad alto tasso glicemico, con tanto di incontri casuali che portano al grande amore e i litigi non casuali che finiscono al suono di “una per tutte, tutte per una”. E in effetti lo è, in parte. Ma c’è qualcosa in questo film che si discosta dai teen movie di tendenza, un patchwork di elementi narrativi che mette insieme le fiabe classiche, il glamour di Gossip Girl, l’innocenza disneyana e il sogno di trovare l’amore e uno scopo nella vita, invece di crogiolarsi nella ricchezza.

Nella cornice della Montecarlo principesca si snodano così i percorsi individuali delle ragazze, dal carattere e dai modi totalmente diversi. La sorridente Grace, che si diverte a indossare i panni (e i tacchi) della vip Cordelia, prenderà la strada del volontariato e conquisterà il cuore di un aristocratico francese. La malinconica Meg troverà il coraggio di lanciarsi in un’avventura romantica che la porterà lontano da casa, mentre l’ambiziosa Emma scoprirà che di avere già accanto a sé tutto ciò che desidera.

Certe trovate suonano così ingenue al pubblico abituato ai vampiri e alle storie a tinte dark da fare quasi sorridere. I baci sono casti, gli antagonisti sono troppo caricaturali per fare paura. Ma il setting è favoloso, gli abiti faranno brillare gli occhi delle ragazzine (e non solo), il facile moralismo è saggiamente evitato e il finale è ben costruito.

Per concedersi una parentesi fanciullesca in tempo di vacanze estive, Monte Carlo adempie decorosamente al suo scopo. Che è poi quello tipico della commedia romantica di una volta: invitarci a sognare, senza pretendere di fare del grande cinema.



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