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SANTORO/ Sky, Tv locali, Web: ecco il nuovo piano di conquista

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Qui bisogna ragionare e azzardare un pronostico. Io penso che un dieci percento sicuro, di quel 20 di cui parlavamo, se lo porterà dietro. Sono i lettori de “Il fatto”, sono l'area di opinione pubblica di cui si parlava prima. Il restante dieci per cento dovrebbe fare uno sforzo in più per cercare di sintonizzarsi con le nuove emittenti. Chissà chi c'è in questo dieci per cento ? Magari gente che non condivide la linea di Santoro, ma lo ascolta ugualmente perché è bravo o perché vuole incazzarsi. Gente che magari per  pigrizia seguiva un appuntamento settimanale. E' difficile indovinare il risultato finale. Si potrebbe fare un paragone con il percorso di Gianfranco Funari, che ha scelto spesso le emittenti locali, poi è approdato in Rai, poi è tornato alle locali. E' indubbio che alla fine il suo impatto era meno forte. Ma è difficile valutarlo per Santoro. Non ha solo un'audience militante.

Bernardini, lei parla di una perdita per la Rai. Aggiungiamo anche la fuoruscita di Paolo Ruffini, che anche lui passa a “La
7”.

Certo. Ruffini porterà a “La 7” tutta la sua esperienza di Rai 3 e Santoro il suo ruolo di “tribuno”, a cui, se mi è consentito dire, è stato in parte costretto e ingabbiato. Che cosa avrebbe fatto una televisione con uomini intelligenti alle spalle, con capacità politiche di gestione ? Lo avrebbe magari usato in un'altra maniera, non lo avrebbe ingabbiato in quel “ruolo”. La Rai è un'azienda con i conti che non vanno bene, perché perdere ancora ? Perché rischiare una emorragia di telespettatori, di share, di pubblicità ? Ettore Bernabei, ne sono sicuro, avrebbe sistemato le cose in un altro modo.



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