BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FRIGHT NIGHT/ Lontano da Twilight, un remake sui vampiri che si prende troppo sul serio

Pubblicazione:

Una scena del film Fright Night  Una scena del film Fright Night

Charley non crede ai vampiri, ma chi ci crede veramente? Non ci crede sua mamma Jane, non ci crede la fidanzata Amy, non ci crede Peter Vincent, sedicente illusionista di Las Vegas e, insieme a loro, non ci crede nemmeno tutto il resto del mondo. A parte Ed, di professione nerd e amico del cuore di Charley. Ed è convinto infatti che il nuovo vicino di casa di Charley, l’affascinante Jerry, sia in realtà un vampiro.

Il ragazzo chiede aiuto a Charley per ucciderlo, ma lui rifiuta perché incredulo. Quando però Ed scompare, Charley trova le prove inconfutabili della vera natura di Jerry. Il ragazzo comincia allora a dargli la caccia, ma l’inesperienza lo mette sin da subito in una posizione svantaggiata. Chiedere aiuto a Peter Vincent potrebbe essere una soluzione. Potrebbe.

Datato 1985, l’esordio alla regia di Tom Holland (poi regista di Bambola assassina e L’occhio del male), divenne istantaneamente un cult-movie. Ammazzavampiri, questo il suo titolo italiano, è un buon film dell’orrore per ragazzi, spaventoso, ma anche pieno di senso dell’umorismo, a partire proprio dal personaggio di Peter Vincent che, nella versione originale, era un vecchio divo del cinema horror prestato alla televisione (e che col suo nome omaggiava Vincent Price e Peter Cushing).

Nella versione datata 2011 e firmata da Craig Gillespie (già regista di Lars e una ragazza tutta sua, film di cui attendiamo una pesante e doverosa rivalutazione) appare un po’ tutto rimodernato, ma la struttura rimane la stessa. La sceneggiatura di Marti Noxon (che qualche anno fa ha già avuto a che fare con i vampiri di Buffy) infonde sin da subito un’aria moderna al racconto, restaurando la figura del vampiro: siamo lontani da Twilight e affini, visto che il vampiro di Fright night è un vero e proprio predatore, che non nasconde i suoi istinti animaleschi e affoga le sue poche emozioni nelle pozze di sangue delle sue vittime.

La scrittura del personaggio è convincente, grazie anche alla buona interpretazione di Colin Farrell. La trama, rispetto all’originale, è infarcita in maniera più esplicita di un sottotesto erotico, che non emerge mai e non risulta mai evidente, ma contribuisce (e non poco) a creare una buona dose di tensione nello spettatore.



  PAG. SUCC. >