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IL DISCORSO DEL RE/ Il film Oscar con Colin Firth apre il cineforum di Sentieri del cinema, il 27 settembre 2011

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Una scena del film Il discorso del Re (Foto Ansa)  Una scena del film Il discorso del Re (Foto Ansa)

Tornano da martedì 27 settembre gli appuntamenti con il Cineforum di Sentieri del Cinema, nella sala del Palestrina di Milano. Un’esperienza che si svolge da diversi anni e offre l’occasione per vedere alcuni dei film più belli usciti di recente al cinema, o riproposti dopo anni, a un prezzo ridotto e soprattutto accompagnati da un’introduzione critica. Avere la possibilità che un esperto del settore ci aiuti a comprendere meglio quello che stiamo per vedere, ce lo contestualizzi, ci offra un’ipotesi di giudizio da cui partire, non è per un semplice puntiglio erudito. È l’occasione per non essere fruitori passivi di un’opera della settima arte, ma poterci confrontare e arrivare a un giudizio, proprio, più completo, non calato dall’alto, ma personale e frutto di un dibattito, di un incontro.
Martedì 27 settembre si inizia in grande con il film che ha trionfato agli Oscar 2011, portandosi a casa ben 4 statuette, Il discorso del re, introdotto per l’occasione da Antonio Autieri (direttore di Box Office) e Beppe Musicco (presidente di Sentieri del Cinema).
Il film del 2010, diretto da Tom Hooper, vede protagonista un bravissimo Colin Firth nei panni di re Giorgio IV, e ancora Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Guy Pearce. Al centro della trama il tentativo del re di superare il problema della balbuzie che lo affligge fin da quando era piccolo, in vista della sua salita al trono. Il futuro re Giorgio IV è un uomo pieno di insicurezze, di cui la balbuzie è solo una manifestazione esteriore. Il problema fisico nasconde una grande mancanza di affetto e un senso di frustrazione nel rapporto con il padre, uomo sicuro e di decisioni immediate. Alla morte improvvisa del padre e all’abdicazione del fratello per questioni d’amore, il principe Albert si trova a essere l’erede al trono. Spinto dalla moglie si rivolge a un logopedista, molto noto, ma non ben visto dalla nobiltà conservatrice. Dopo un inizio di rapporto alquanto faticoso, perché il medico Lionel Logue lo costringe a mettere da parte molte convenzioni sociali, a seguirlo e a fidarsi completamente di lui, il duca di York si affida sempre di più e riesce a superare l’ostacolo fisico e psicologico che gli impedisce di parlare con scioltezza.



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