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SILVIO FOREVER/ Il furbo Mentana tenta il "colpo B" ma ottiene solo pettegolezzi di ringhiera

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Enrico Mentana (Imagoeconomica)  Enrico Mentana (Imagoeconomica)

Il film “Silvio forever” invece è una autentica tortura. Pensare di pagare il biglietto per andarlo a vedere in una multisala è praticamente un’autentica prova di masochismo da psichiatria, neppure da psicanalisi. E’ una sequenza continua, da quando Berlusconi era bambino fino allo sbarco in politica, di immagini fotografiche, di spezzoni televisivi, un puzzle disordinato di dichiarazioni dello stesso Berlusconi oppure di avversari del cavaliere che sono già note a tutti. Al massimo lo si può paragonare allo schema dei blog di Enrico Ghezzi, solo che quelli durano in genere mezz’ora, qui, con la pubblicità annessa, siamo quasi a “Via col vento”.

C’è pure un’iniziale intervista di Ugo Gregoretti, l’arguto per antonomasia, che riesce a fare ridere, probabilmente, solo Gregoretti stesso e i suoi intimi. In definitiva un album fotografico, partigiano, messo insieme e assemblato da figli di una cultura tramortita e ormai inesistente, ossessionati letteralmente da Berlusconi che, così facendo, diventano, indirettamente, gli ultimi autentici “salvatori” di una figura che sta veleggiando verso il tramonto. Dopo aver cogestito, con molti altri, anche con oppositori dell’opposizione, i venti peggiori anni della vita politica del Paese, che qualcuno si ostinava a chiamare fase di transizione.

Ma il “furbo” Enrico, che in questi giorni si è pure beccato una durissima querela da un ex grande dirigente comunista come Gianni Cervetti (e siamo curiosi di vedere come finirà), aveva in tasca la carta di riserva: il dibattito post-film, quello che si faceva ai cineforum, quando tutti cercavano di filarsela senza farsi vedere. Insomma, una sorta di tortura fantozziana.

Prevedendo che il dibattito ha il suo peso “politico-culturale”, Mentana ha scelto tre “pezzi da novanta” del giornalismo della “seconda repubblica”: il pensoso Eugenio Scalfari, lo scafato Paolo Mieli e l’istrionico Giuliano Ferrara. Insomma, Enrico il “furbo”, abituato alla Rai della lottizzazione, cresciuto in quella Rai, ci tiene alla molteplicità fittizia delle voci, con i pro, i contro, che magari fanno anche finta di litigare.

A Scalfari il film “è piaciuto molto”. Ferrara è un po’ più schiscio. Mieli anche lui è quasi entusiasta. Si dice che sia piaciuto anche a Berlusconi stesso.

Mentana sorride compiaciuto come se pregustasse un successo. Ferrara e Scalfari si punzecchiano un poco su Garibaldi, non si capisce bene a quale proposito.

Poi si puntualizza che l’amore degli italiani per Berlusconi è, secondo Scalfari, dovuto al fatto che l’Italia è un paese anarcoide. Ferrara invece sostiene che è un “uomo d’ordine”, che ha creato la politica dell’alternanza nel Paese. Mieli la prende un po’ più alla larga e attribuisce il successo di Berlusconi anche agli errori della sinistra. Bontà sua.



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COMMENTI
10/09/2011 - ancora lo stesso tema???!!! (Antonella Lucato)

Impegnata altrove non ho visto la trasmissione ma ho letto della trasmissione. E questo è il commento più approfondito e obiettivo che ho trovato. Gli altri sono in stile "Sabatini". Quello che colpisce è che giornalisti considerati la creme della cultura italica vengano chiamati a discutere di temi triti e ritriti che non portano a nessuna crescita, alla faccia di tutti i problemi dell'Italia. Evidentemente son troppo imbottiti di ego e denari per prenderne consapevolezza

 
09/09/2011 - Che noia questo B... (Giuseppe Crippa)

Mi ha fatto piacere leggere questo resoconto perché ovviamente non avevo certo alcuna voglia di perdere una serata con un film dalla trama scontatissima e con un interprete (sic) ultra inflazionato, e più ancora con i soliti “maitres à penser” di diversa estrazione. Un grazie dunque a chi si è sobbarcato il compito di guardare e riferire. Anche a me quando penso al Berlusconi politico vien da ridere, ma il riso mi si spegne quando qualcuno di cui mi fido mi chiede di votarlo.

 
09/09/2011 - Silvio forever (Carla D'Agostino Ungaretti)

Io lo avevo immaginato, perciò mi sono ben guardata dal vederlo. Ormai che cosa possono più dire contro Berlusconi che non abbiano già detto e ripetuto fino alla nausea? Forse ci manca solo che sia incestuoso e antropofago. Ma non hanno capito che più ne parlano male più la gente vota per lui?