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SFOOTING/ Torna il cineforum d’autore: i consigli di Riccardo "Fuor di" Melone

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Certo. E l’ho visto a Berlino in lingua tedesca.

Perché?

La voce di Roger Moore, nei suoi film distribuiti per il circuito tedesco, è doppiata da Hans Jurgen Dieter Muhr. Bravo, ma così bravo a immedesimarsi nel famoso attore inglese che in Germania è da tutti conosciuto come il “Moore di Berlino”.

Professor Melone, passiamo ai film di sperimentazione, per palati fini e cultori del genere, visto che lei è universalmente riconosciuto come un grande esperto nonché organizzatore di cineforum. Ci dia alcuni nomi di registi sperimentalisti da non perdere in questo 2012…

Partirei senza esitazione dal mai abbastanza compianto regista italiano Alessandro Massimo Mammazzo, meglio conosciuto con il nome d’arte di Al Massimo Mammazzo.

E che film ci consiglia?

Mammazzo, che è nato a Lomazzo (Como) e per arrivare dove è arrivato si è fatto un bel mazzo, è il regista dello straordinario on the air dal titolo “Dagli Appennini alle Ande”. Nulla a che vedere, naturalmente, con Edmondo De Amicis. Qui è infatti narrato, con sapiente maestria, in tempo reale, il volo di una coppia di sposi in viaggio di nozze, Anna e Sergio, che celebrato il loro matrimonio a Bologna (ecco il riferimento agli Appennini, i film vanno apprezzati anche nei dettagli più insignificanti), si imbarcano a Fiumicino, destinazione Quito, capitale dell’Ecuador, nel cuore delle Ande, posta a 2.850 metri sopra il livello del mare. La pellicola segue, dal momento del decollo fino all’atterraggio, il tranquillo viaggio dei due sposini, che a causa della stanchezza per la cerimonia nuziale e per il fuso orario, riposano profondamente per i due terzi del viaggio. La telecamera indugia senza soluzione di continuità sui loro volti in primo piano, quasi a voler indagare nel loro intimo più recondito, nei loro pensieri più celati, nel loro animo più velato. Il film, di 14 ore e 15 minuti (cioè quanto dura il volo da Roma a Quito), si conclude con il classico applauso liberatorio di chi sa di aver toccato terra sano e salvo. E anche dal pubblico, preso emotivamente dalla trama avvincente, sgorga spontaneo un bell’applauso liberatorio.

Altri suoi titoli da non perdere?

Purtroppo questa opera prima è finora anche l’ultima regìa della carriera di Mammazzo che, nomen omen, ha cercato di suicidarsi, fingendosi uno stunt man, poche settimane dopo le riprese, avendo scoperto che la produzione gli avrebbe negato i finanziamenti e la troupe per girare il suo secondo film, a cui aveva già posto il titolo di “Dalle Ande agli Appennini, il ritorno con coda al check in”.

Il secondo nome?



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