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POMERIGGIO CINQUE/ La tragedia del Giglio: in studio le testimonianze dei passeggeri

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A Pomeriggio Cinque oggi si è parlato del tragico naufragio della Costa Concordia, l'imbarcazione da crociera che si è schiantata su di uno scoglio nei pressi dell'isola del Giglio causando quelli che al momento sono sei morti, ma ci sono ancora diversi dispersi. Viene presentata la copertina a cura di Rossella Russo: ecco alcuni filmati amatoriali a opera di passeggeri che testimoniano i drammatici momenti dell'evacuazione. In collegamento dall'Isola del Giglio c'è Stefania Zane con il Commissario dei Vigili del Fuoco incaricato delle operazioni di salvataggio. Il vigile spiega che stanno ancora provando a recuperare la sesta vittima, il cui cadavere galleggia sull'acqua all'interno della nave. Per il recupero si stanno usando delle tecniche speleologiche perché si devono recuperare dei corpi a una profondità di 150 metri in verticale e anche a un chilometro di lunghezza in un percorso difficile all'interno della nave. I vigili stanno valutando la possibilità di creare un'altra via di accesso per riuscire ad entrare ed eventualmente a uscire in emergenza, se la nave dovesse cominciare a dare segnali di ulteriore affondamento, e utilizzare così più uomini perché non è  escluso che all'interno ci siano ancora altre persone intrappolate. Per l'occasione, a Pomeriggio Cinque intervengono proprio alcuni superstiti del naufragio che raccontano la loro esperienza.  Sara  era sulla nave per lavoro: mentre cercava di imbarcarsi su una scialuppa di salvataggio ha rischiato di finire in mare, ma è stata miracolosamente tratta in salvo. Sandro era con la figlia Giulia e si sono salvati entrambi sulle scialuppe. Purtroppo, invece, non si trova una bambina di 5 anni di nome Diana, che era con il padre, anche lui disperso mentre la compagna è invece riuscita a mettersi in salvo. Un altro passeggero racconta di come durante la cena la nave si è impennata pericolosamente e improvvisamente, facendo cadere tutto ciò che si trovava sui tavoli. I passeggeri si erano diretti a recuperare i giubbotti di salvataggio, ma il personale di sala li aveva in un primo momento allontanati, rassicurandoli  che si trattava solo di un guasto al generatore elettrico che sarebbe stato risolto in poco tempo. Improvvisamente era andata via la luce e nel panico totale la gente si era avventata sui giubbotti di salvataggio: non erano però in numero sufficiente. Come spiega Guido Matteini, comandante di lungo corso presente in studio, normalmente i giubbotti sono nelle cabine e nelle sale. Sui ponti ce ne sono solo pochi per le persone che si possono trovare occasionalmente fuori dalla cabina. In collegamento da Porto Santo Stefano quindi Paolo Capresi che annuncia che presto potrebbero scattare altri avvisi di garanzia per altri ufficiali di bordo. Il sistema ITS di tracciamento, infatti, ha segnalato che la nave avrebbe puntato sull'isola del Giglio già da molte miglia. L' ipotesi è che il comandante volesse fare un saluto a un ex comandante in pensione della Costa Crociere, Mario Palumbo, oppure volesse passare il più vicino possibile per permettere al capocuoco, originario dell'Isola del Giglio, di salutare i suoi familiari. Viene lanciato un servizio di Alice Pedrini che mette in luce tutti gli errori del Comandante Schettino, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. A mezzanotte Schettino si trovava su una banchina del porto e si era offerto di andare a recuperare la scatola nera della nave. Alcuni pensano che si fosse offerto di fare questo per manomettere le informazioni registrate. In collegamento da Roma c'è anche Francesca Rettondini, anche lei superstite del naufragio della nave Costa Concordia e con lei c'è il responsabile del porto di Porto Ercole che afferma che pare che la nave andasse troppo veloce per una manovra di avvicinamento, a 20 miglia nautiche di velocità quando al massimo poteva farlo a 2 miglia nautiche. Inoltre, il fondale in quel tratto di costa è basso e presenta delle punte di granito, proprio quelle che sono state la causa dello squarcio sulla carena. Le secche, però, sono accuratamente segnalate in tutte le carte nautiche, mentre il comandante Schettino dichiara di non esserne stato mai a conoscenza. A telefono c'è la toccante testimonianza di Marrico Giampietroni, co-commissario di bordo,  salvato molte ore dopo il naufragio, rimasto intrappolato nel ristorante della nave.



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